Via Crucis, alla XIII stazione silenzio al posto della meditazione. I media ucraini boicottano la diretta

sabato 16 Aprile 8:41 - di Federica Parbuoni
via crucis

«Di fronte alla morte, il silenzio è più eloquente delle parole. Ognuno preghi nel proprio cuore per la pace nel mondo». Con queste parole il giornalista Orazio Coclite, voce storica di Radio Vaticana e della Via Crucis, ieri sera ha introdotto la XIII stazione, quella in cui Gesù muore e in cui a portare la croce sono state una donna russa e una donna ucraina, le amiche Irina e Albina, secondo la decisione del Vaticano che aveva suscitato le proteste ucraine. Ed è stato proprio il silenzio a sostituire la meditazione che era prevista e che, invece, è stata cancellata.

L’invocazione del Papa per la pace

Il Papa, nella preghiera finale, ha poi invocato Dio per la conversione dei «nostri cuori ribelli perché impariamo a seguire progetti di pace; porta gli avversari a stringersi la mano, perché gustino il perdono reciproco; disarma la mano alzata del fratello contro il fratello, perché dove c’è l’odio fiorisca la concordia. Fa che non ci comportiamo da nemici della Croce di Cristo per partecipare alla gioia della sua resurrezione».

I media ucraini boicottano la Via Crucis

Alla Via Crucis hanno partecipato fisicamente diecimila persone, secondo quanto riferito dalla Questura di Roma e dalla Sala stampa del Vaticano. Moltissime altre, poi, l’hanno seguita in diretta Tv in tutto il mondo, ma non in Ucraina. Nel Paese, dove è ancora presente l’elemosiniere del Papa, il cardinale Konrad Krajewski, inviato dal Pontefice «come segno della sua presenza», i media cattolici online come Ugcc Live Tv, la rivista cattolica Credo, Radio Maria e Ewtn Ucraina e le tv nazionali hanno deciso di non trasmetterla, proprio a causa della scelta sulla XIII stazione. A darne notizia è stata l’agenzia di informazione Risu, rilanciata dall’agenzia della Cei, Sir, aggiungendo che non l’avrebbe trasmessa neanche sulla sua pagina web.

Il testo della meditazione non letta alla Via Crucis

«Questi media hanno quasi sempre coperto tutti gli eventi importanti in Vaticano. L’ultimo evento trasmesso è stata la consacrazione al Cuore Immacolato di Maria di Russia e Ucraina da parte da parte del Pontefice», ha ricordato Risu. «La morte intorno. La vita che sembra perdere di valore. Tutto cambia in pochi secondi», era l’inizio della meditazione per la XIII stazione che non è stata letta. «L’esistenza, le giornate, la spensieratezza della neve d’inverno, l’andare a prendere i bambini a scuola, il lavoro, gli abbracci, le amicizie… tutto. Tutto perde improvvisamente valore. “Dove sei Signore? Dove ti sei nascosto? Vogliamo la nostra vita di prima. Perché tutto questo? Quale colpa abbiamo commesso? Perché ci hai abbandonato? Perché hai abbandonato i nostri popoli? Perché hai spaccato in questo modo le nostre famiglie? Perché non abbiamo più la voglia di sognare e di vivere? Perché le nostre terre sono diventate tenebrose come il Golgota?“», proseguiva il testo.

«Le lacrime sono finite. Signore, dove sei?»

«Le lacrime sono finite. La rabbia ha lasciato il passo alla rassegnazione. Sappiamo che Tu ci ami, Signore, ma non lo sentiamo questo amore e questa cosa ci fa impazzire. Ci svegliamo al mattino e per qualche secondo siamo felici, ma poi ci ricordiamo subito quanto sarà difficile riconciliarci. Signore, dove sei? Parla nel silenzio della morte e della divisione ed insegnaci a fare pace, ad essere fratelli e sorelle, a ricostruire – era la conclusione – ciò che le bombe avrebbero voluto annientare».

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