L’ambasciata di Kiev si oppone alla Via Crucis con famiglie russe e ucraine voluta dal Papa

12 Apr 2022 18:04 - di Monica Pucci

L’iniziativa di pace di Papa Bergoglio non trova l’adesione – almeno per il momento – dell’ambasciata ucraina in Vaticano, che si oppone all’idea di portare in processione, nella Via Crucis di venerdì, le donne dei due popoli contrapposte nella guerra causata dall’aggressione russa. Per portare la croce della tredicesima stazione, quella in cui si ricorda la morte di Gesù, Papa Francesco ha deciso di chiamare una famiglia ucraina insieme a una russa. Le due famiglie dovrebbero intervenire durante la tredicesima stazione, considerata una delle più strazianti del percorso: rappresenta il momento in cui Cristo è deposto dalla Croce ed il suo corpo viene riconsegnato alla Madonna.

Via Crucis con Russia e Ucraina rappresentate insieme, il no di Kiev

Dovrebbero intervenire, è il caso di usare il condizionale. L’ambasciata ucraina presso la Santa sede, infatti, definisce “difficile” la presenza di russi e ucraini insieme alla Via Crucis di venerdì con il Papa. In un tweet, l’ambasciatore Andrii Yurash ha scritto: “L’ambasciata comprende e condivide la preoccupazione generale in Ucraina e in molte altre comunità per l’idea di mettere insieme le donne ucraine e russe nel portare la Croce durante la Via Crucis di venerdì al Colosseo. Ora stiamo lavorando sulla questione cercando di spiegare le difficolta’ della sua realizzazione e le possibili conseguenze”. Uno stop inatteso, sul quale si attende la mediazione dello stesso Papa.

La processione dedicata alla famiglia

Papa Francesco ha voluto le famiglie protagoniste delle 14 stazioni, nell’anno a loro dedicato con il quale la Chiesa sta celebrando i 5 anni dell’esortazione apostolica Amoris laetitia; anno che si concluderà con il decimo Incontro mondiale delle famiglie in programma a Roma dal 22 al 26 giugno. Gli altri temi delle meditazioni: la crisi acuita dalla pandemia, la mancanza di lavoro e la conseguente angoscia di una vita familiare precaria e il dramma dei migranti.  Questo lo schema della Via Crucis, stazione per stazione: I una coppia di giovani sposi, II una famiglia in missione, III una coppia di sposi anziani, IV una famiglia con 5 figli, V una famiglia con un figlio con disabilità, VI una famiglia che gestisce una casa di accoglienza, VII una famiglia che affronta la malattia VIII una coppia di nonni, IX una famiglia con figli adottivi, X una donna con figli che ha perso il marito, XI una famiglia con un figlio consacrato, XII una famiglia che si confronta con la perdita di un figlio, XIII una famiglia ucraina e una famiglia russa, XIV una famiglia di migranti.

La lettera delle famiglie russa e ucraina

Nella riflessione scritta da una famiglia ucraina, nella preparazione della Via Crucis, si legge: “La morte intorno. La vita che sembra perdere di valore. Tutto cambia in pochi secondi. L’esistenza, le giornate, la spensieratezza della neve d’inverno, l’andare a prendere i bambini a scuola, il lavoro, gli abbracci, le amicizie… tutto. Tutto perde improvvisamente valore. ‘Dove sei Signore? Dove ti sei nascosto? Vogliamo la nostra vita di prima. Perché tutto questo? Quale colpa abbiamo commesso? Perché ci hai abbandonato? Perché hai abbandonato i nostri popoli? Perché hai spaccato in questo modo le nostre famiglie? Perché non abbiamo più la voglia di sognare e di vivere? Perché le nostre terre sono diventate tenebrose come il Golgota?’. Le lacrime sono finite. La rabbia ha lasciato il passo alla rassegnazione. Sappiamo che tu ci ami, Signore, ma non lo sentiamo questo amore e questa cosa ci fa impazzire. Ci svegliamo al mattino e per qualche secondo siamo felici, ma poi ci ricordiamo subito quanto sarà difficile riconciliarci. Signore dove sei? Parla nel silenzio della morte e della divisione ed insegnaci a fare pace, ad essere fratelli e sorelle, a ricostruire ciò che le bombe avrebbero voluto annientare”.

 

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