La guerra entra nella Via Crucis: il Papa chiama al Colosseo una famiglia russa e a una ucraina

lunedì 11 Aprile 14:13 - di Redazione
via Crucis

La guerra in Ucraina, una Via Crucis che passa anche per il Colosseo. Durante il rituale percorso del Papa al Colosseo, in programma il prossimo Venerdì Santo alle 21.15, a portare la croce alla 13esima stazione saranno una famiglia russa insieme ad una famiglia ucraina. Un ultimo tratto che i due gruppi, oggi tragicamente contrapposti su fronti nemici, faranno insieme in quest’anno che il Pontefice ha dedicato alla famiglia. E in questi giorni di guerra. Giorni in cui in occasione dell’evento per il quale Papa Bergoglio ha affidato la preparazione dei testi delle meditazioni e delle preghiere ad alcune famiglie legate a comunità ed associazioni cattoliche di volontariato e assistenza, il conflitto russo-ucraino riecheggia forte anche per le strade di Roma.

Via Crucis: in nome della pace, al Colosseo una famiglia ucraina e una russa

Dunque, nella tredicesima stazione della Via Crucis, che sarà presieduta dal Papa al Colosseo Venerdì santo, una famiglia russa e una ucraina, insieme, invocheranno la pace: «La morte intorno. La vita che sembra perdere di valore. Tutto cambia in pochi secondi. L’esistenza, le giornate, la spensieratezza della neve d’inverno, l’andare a prendere i bambini a scuola, il lavoro, gli abbracci, le amicizie… tutto. Tutto perde improvvisamente valore. “Dove sei Signore? Dove ti sei nascosto? Vogliamo la nostra vita di prima. Perché tutto questo? Quale colpa abbiamo commesso? Perché ci hai abbandonato? Perché hai abbandonato i nostri popoli? Perché hai spaccato in questo modo le nostre famiglie? Perché non abbiamo più la voglia di sognare e di vivere? Perché le nostre terre sono diventate tenebrose come il Golgota?”».

L’emozionante monito congiunto alla pace diventa una preghiera

«Le lacrime sono finite. La rabbia ha lasciato il passo alla rassegnazione. Sappiamo che Tu ci ami, Signore, ma non lo sentiamo questo amore e questa cosa ci fa impazzire. Ci svegliamo al mattino e per qualche secondo siamo felici, ma poi ci ricordiamo subito quanto sarà difficile riconciliarci. Signore dove sei? Parla nel silenzio della morte e della divisione ed insegnaci a fare pace, ad essere fratelli e sorelle, a ricostruire ciò che le bombe avrebbero voluto annientare». Queste le parole di un emozionante monito congiunto.

Famiglia, guerra, pandemia, crisi e migranti: i temi al centro della Via Crucis

Non solo guerra. Ma anche la preoccupazione per le separazioni in aumento. La crisi acuita dalla pandemia. E la mancanza di lavoro con la conseguente angoscia di una vita familiare precaria. Il dramma dei migranti, evocato da una famiglia di immigrati che condurrà il percorso alla 14esima e ultima stazione. Sono i temi al centro delle meditazioni che il Papa quest’anno, dedicato alla famiglia, ha voluto affidare alle stesse famiglie. Saranno loro, nella Via Crucis trasmessa in mondovisione, a portare la Croce nelle quattordici stazioni al Colosseo il Venerdì Santo, dopo due anni di stop a causa della pandemia. Tra tutti, come detto, nella ritualità di questa Pasqua, una famiglia russa e una Ucraina, contrapposte dalla guerra. Unite nella fede e nell’invocazione alla pace.

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