Torna l’incubo dell’Unione Sovietica: i russi “resuscitano” Lenin e impongono la sua statua

mercoledì 20 Aprile 8:48 - di Marta Lima
La statua dell'ex leader sovietico Lenin, è rispuntata a sopresa a Henichesk, città occupata dai militari russi nella regione di Kherson

Quella statua era sparita nel 2015, dopo la liberazione dell’Ucraina, ma è ricomparsa ieri, “riesumata” da qualche polveroso scantinato. E’ la statua dell’ex leader sovietico Lenin, spuntata a sorpresa, come documenta questa foto su Twitter,  a Henichesk, città occupata dai militari russi nella regione di Kherson. Davanti al palazzo del consiglio regionale, dove nel 2015 era stata rimossa nell’ambito del progetto di “decomunizzazione” del Paese voluto dall’allora presidente Poroshenko, è riapparso il leader consumato e travolto dalla storia, con alle sue spalle una bandiera russa, e rievocare i fantasmi, e gli incubi, della vecchia Unione Sovietica.

Lenin ricompare nella città occupata di Henichesk

La città di Henichesk si trova sul Mar d’Azov, appena a nord del confine con la Crimea annessa alla Russia, è sotto il controllo dell’esercito russo e ha una popolazione in parte russofona. Lenin è riapparso nonostante le critiche rivoltegli dallo stesso Putin, rispetto all’idea di nazionalismo degli ucraini. “Lenin e i suoi associati hanno creato l’Ucraina moderna, strappando territori alla Russia”, ha affermato il capo del Cremlino definendo un “errore” quelle scelte, “l’Ucraina moderna è stata interamente creata dalla Russia comunista”. Anche in passato Putin aveva criticato la politica delle nazionalità di Lenin e le misure di “korenizatsiya”, ovvero di costruzione di comunità nazionali con proprie identità etno-culturali. Una politica che a suo dire “consolidò a livello statale la divisione tra i tre popoli slavi, russo, ucraino e bielorusso, al posto della grande nazione russa”.

Il tweet con la foto della statua

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