Ma quale “fake news”: i «comunisti che mangiano i bambini» nella storia sono davvero esistiti…

venerdì 25 Giugno 12:19 - di Marzio Dalla Casta
comunisti

I toni e le argomentazioni non saranno quelli canonici di un consiglio comunale, ma la storia (per qualcuno una leggenda) dei «comunisti che mangiavano i bambini» non l’ha certo inventata il mazarese Pietro Marino. Probabilmente, se avesse detto «russi» il suo intervento avrebbe suscitato meno ilarità. Ma non è colpa sua se la Rivoluzione bolscevica del 1917 aveva trasformato la Russia in Unione Sovietica e i suoi abitanti in comunisti. Cosicché quando quattro anni più tardi la terribile carestia che flagellò quello sterminato registrò episodi di cannibalismo con vittime i bambini, l’Europa non li attribuì alla fame dei primi  bensì alla ferocia dei secondi. Vero o falso? Per Mosca, ovviamente, erano solo fake news fatte circolare ad arte dalla “propaganda capitalistico-reazionaria” allo scopo di infangare la rivoluzione leninista.

Episodi di cannibalismo durante la carestia del 1921

Sarà, ma la carestia era reale. E la fame che ne scaturì pure. Del resto non era certo dal Cremlino che potesse arrivare la conferma ufficiale. Già normalmente i russi sono parchi di notizie, figuriamoci i russi comunisti. In questo caso, l’aggettivo è veramente qualificativo. Prova ne sia la ritrosia (diciamo così) della Cina ad informare il resto del mondo circa l’inezia di nuovo virus scappato da un laboratorio di Wuhan. Lo hanno fatto solo dopo che mezzo pianeta si era infettato. I comunisti sono così: nascondono tutto. Specie se di mezzo c’è la fame. Ecco, quella proprio no. E si capisce: ergersi a vindice degli ultimi e degli esclusi, promettere loro il paradiso in terra a furia di piani quinquennali per poi ritrovarsi con torme di affamati nelle strade non è l’errata applicazione di un principio giusto, ma è la prova di un irrimediabile fallimento ideologico.

I comunisti hanno esportato fame e bugie

E allora non stupisce che i sovietici, più che subirle, le fake news le abbiano diffuse a piene mani. Memorabile la foto diffusa alla fine degli anni ’70 dall’agenzia Tass che ritraeva una coda di persone davanti ad una boulangerie di Parigi che sfornava baguette particolarmente gustose. «Nella Francia capitalista il popolo fa la fila per il pane», recitava la didascalia. Come a dire ai sovietici: “Mica solo voi in Urss“. Bugie e fame, dunque. In fondo, è quel che ha esportato il cosiddetto socialismo realizzato laddove ha inciso. Non dimentichiamolo mai. Anzi, se invitandovi a cena un comunista dovesse dirvi di “portare anche i bambini“, prima di accettare, pensateci bene.

 

 

 

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