Nuovo sgambetto di Marion alla zia Marine Le Pen. A 5 giorni dal ballottaggio entra nel partito di Zemmour

martedì 19 Aprile 16:34 - di Romana Fabiani

Uno sgambetto crudele. A fare male. Marion Maréchal, nipote di Marine Le Pen, oggi ha ufficializzato l’ingresso nel movimento di Eric Zemmour. Non da semplice militante, ça va sans dir. La bionda 33enne entra nel partito del candidato all’Eliseo uscito al primo turno dalla porta principale. Sarà la vice-presidente, Lo ha annunciato lei stessa in un tweet, a cinque giorni dal ballottaggio delle presidenziali francesi. “Dopo aver sostenuto Zemmour – scrive – ho deciso di aderire al movimento Riconquista. E  di impegnarmi pienamente. Dunque ho il piacere di annunciarvi la mia nomina a vice presidente esecutivo. Desidero d’ora in poi mettere tutte le mie energie nella costruzione e nello sviluppo di questo giovane movimento nazionale pieno di futuro”.

Marion Maréchal entra nel partito di Zemmour

Parole che bruciano all’indirizzo di Marine, la figlia del fondatore del Front national, impegnata nel rush finale per strappare la presidenza della Repubblica all’uscente Emmanuel Macron. Non è la prima volta che la bella e fascinosa Marion si mette di traverso al cammino politico della zia. Eppure per otto anni (tra il 2010 e il 2018) ha utilizzato con grande orgoglio il cognome materno facendosi chiamare Maréchal-Le Pen. Aveva già spiazzato tutti sostenendo il giornalista de le Figaro al primo turno. Ora arriva un nuovo strappo nella già travagliata “saga” della famiglia Le Pen. Oggi zia Marine non parla. Ma quando avvenne il primo fattaccio non la prese bene. “È difficile accettarlo perché l’ho cresciuta come una sorella. È brutale, violento, difficile», disse la candidata alle presidenziali. Perché questa scelta tranchant a 5 giorni dal voto? Marion Maréchal giura che si tratta ‘soltanto’ di un rientro in politica dopo l’addio del 2017. Superate a fatica le polemiche per la decisione di appoggiare il leader di Reconquête! nella sfida contro Macron, oggi ha deciso di fare un passo avanti. Qualche giorno fa si spinse ad annunciare che Zemmour, che al primo turno si è assestato intorno al 7%, avrebbe dato indicazioni di voto per Marine Le Pen.

A cinque giorni dal ballottaggio arriva il colpo alle spalle

L’ex più giovane deputata eletta all’Assemblea nazionale rientra in campo per il bene della Francia, neanche a dirlo. “Macron ha fatto danni enormi – dice –  non c’è mai stata così tanta immigrazione nel nostro territorio. L’insicurezza è esplosa. Il debito pubblico pure. Il deficit commerciale verso l’estero è a livelli record. E in tema di politica estera siamo stati ridicolizzati in Mali. In Libano. E ora anche in Russia. Non potevo restare spettatrice di fronte a una tale catastrofe”. Benissimo. Ma i temi che sventola sono gli stessi che da anni ispirano la rotta della leader del Rassemblement national. Eppure la bella Marion preferisce la seduzione di Zemmour. “Mi ritrovo nella sua linea conservatrice. Identitaria. A difesa del nostro tessuto imprenditoriale. E come lui considero che il tema identitario sia per noi oggi la priorità. Sono le stesse che già difendevo quando facevo parte del Front national. Ma che ai tempi mi costarono molti problemi interni”.

“Se non sostenessi Eric tradirei i miei ideali”

Poi esce il veleno. “Essere membro della famiglia Le Pen non costituisce un obbligo genetico a sostenere il Rassemblement national. Ritengo che la politica sia un modo per servire il proprio paese. Non un affare di famiglia. Ho lasciato la vita politica nel 2017, rinunciando alla ricandidatura. E dimettendomi da consigliere regionale. Nonché da tutti i miei ruoli all’interno del Front National. Zemmour oggi sta mettendo in pratica l’appello per la costruzione di un campo nazionale conservatore. Se non lo sostenessi per appoggiare mia zia tradirei le mie idee. Anteponendo le questioni di famiglia al destino della Francia”. Eppure lo sgambetto ha proprio il sapore di una vendetta familiare. Soprattutto per la tempistica. Esiste uno Zemmour italiano? Salvini o Meloni? “Sono entrambi leader sul panorama politico già da molto tempo”, risponde la Maréchal all’Agi. “Mentre Zemmour è appena arrivato. Direi piuttosto che oggi Zemmour sta rappresentando ciò che Meloni rappresenta in Italia. La volontà di costruire un fronte conservatore capace di attirare le diverse anime della destra“.

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