Mosca, Putin dà il via alla carica dei delatori. Caccia al traditore: figli, amici e colleghi finiscono in gattabuia

martedì 26 Aprile 21:01 - di Lara Rastellino
delatori

Individuati. Monitorati. Spiati. Intercettati e solertemente denunciati dai loro stessi parenti. Amici, Vicini. Colleghi. Nell città russe si apre il file della delazione: e dilaga, virale, in tutti i condomini. Nei supermercati. Nelle cucine e nelle stanze d’ufficio di un Paese chiamato a ossequiare una distorta forma di patriottismo. Una realtà si sospetti e di purghe che invoca la caccia alle streghe che, in questo caso, diventano chiunque non concordi con la guerra dello Zar in Ucraina. E allora, lo stesso Vladimir Putin sembrava averlo chiesto. Alcuni russi, soprattutto di una certa età, a conferma della spaccatura in atto nella società, lungo la faglia delle generazioni, obbediscono al Presidente, denunciando i “traditori“. Indifferentemente parenti, vicini o insegnanti.

Mosca, Putin dà il via alla carica dei delatori

Già a metà marzo, il Presidente russo aveva inviato i cittadini «a distinguere i veri patrioti dalla feccia e dai traditori. E di sputarli fuori come moscerini finiti loro accidentalmente in bocca». A individuare e intercettare coloro «che si guadagnano da vivere qui, ma vivono laggiù. No, non in senso geografico. Ma il cui pensiero servile è rivolto all’Occidente». O meglio: al nemico occidentale. E così, un documentario inchiesta di Proekt ha elencato i casi più recenti di spiate, denunce e incarcerazioni. Tutte puntualmente registrate dopo che nei giorni scorsi l’ufficio della regione di San Pietroburgo del partito al potere di Russia unita, ha lanciato un bot su Telegram per raccogliere denunce di “informazioni false”. Soprattutto quelle sui militari russi, apparse sui social e sui media.

Caccia al traditore: figli, amici e colleghi denunciano i “sospetti”

Del resto a inizio aprile – riporta l’Adnkronos – le autorità hanno aperto almeno 21 casi per il reato introdotto con la nuova legge penale varata subito dopo l’inizio della guerra. Mentre altre 500 sono perseguite con l’accusa di aver screditato i militari. E allora eccole le streghe: sono imprenditori, commesse di supermercati, insegnanti, artisti. Tra loro figura pure una consigliera del distretto Krasnoselsky di Mosca. Tutti pedissequamente segnalati alle autorità e entrati nel mirino della giustizia.

Tra i denunciati imprenditori, insegnanti, blogger e artisti

C’è l’imprenditore di Bryansk, Mikhail Zheltonozhsky, che la vicina Elena Ruchkina ha denunciato. All’ostetrica di un ambulatorio del quartiere, quel far sventolare dalla finestra stendardi ucraini non è piaciuto. E via con la segnalazione. «Gli stendardi mi sono apparsi come sospetti per i recenti avvenimenti», ha scritto nell’esposto che ha presentato alla polizia. Tre volanti delle forze dell’ordine e un colonnello si sono immediatamente catapultati a casa di Zheltonozhsky per arrestarlo.

Quando i delatori sono i tuoi genitori o i tuoi alunni…

Poi è stata la volta della studentessa universitaria e blogger moscovita Elmira Khalitova. Questa volta a segnarla sulla lavagna sotto la colonna dei “cattivi”£ esempi ha provveduto suo padre Timur, un filo putiniano di ferro, convinto che l’Ucraina sia «una grande finzione» da unire alla Russia. È stato lui a chiamare la polizia sollecitando un’irruzione nell’appartamento e l’arresto della figlia. La quale, ha riportato il genitore alla polizia, aveva chiesto ai suoi lettori di «uccidere russi». Peccato che Timur beva. E segua assiduamente il talk show in Tv di Vladimir Solovyov, ha spiegato Elmira. Che è riuscita a convincere la polizia di non aver chiesto a nessuno di uccidere russi…

Delatori solerti e spregiudicati: basta un niente per rientrare nelle purghe

Di certo non è andata meglio all’artista di San Pietroburgo Sasha Skochilenko, che una meticolosa cliente 75enne di un supermercato – in cui Sasha aveva  sostituito le targhette dei prezzi di alcuni prodotti con brevi spiegazioni di quello che stava accadendo in Ucraina – ha denunciato. La giovane è stata arrestata. Ed è detenuta in custodia cautelare. Il suo amico Aleksei ha accompagnato la troupe di Proekt al supermercato, ricordando le circostanze dell’arresto. E una dipendente li ha cacciati dal negozio, dicendo di non voler «essere arrestata e uccisa» come Skochilenko.

Un uomo denunciato e costretto a licenziarsi due volte

Ma la lista delle vittime dei delatori è lunga e varia. L’ex agente di polizia, e ora anche ex insegnante di storia, Andrei Shestakov a Neryungri, in Yakuzia, era già stato costretto a lasciare la divisa dopo aver detto di sostenere la politica del “voto intelligente” di Aleksei Navalny (votare per chiunque escluso il candidato di Russia unita). Ma non gli è bastato. Dopo aver trovato lavoro come insegnante, l’uomo ha dovuto nuovamente licenziarsi per aver avuto «conversazioni contro la guerra» con i suoi allievi in classe. Un peccato che i genitori degli studenti non gli hanno perdonato…

Nomi, volti, vite, nelle maglie dei delatori e di un sistema punitivo spacciato per patriottico…

E poi c’è lei: Elena Kotenochkina, membro del Consiglio distrettuale di Krasnoselsky di Mosca. E soprattutto una donna che in una seduta del consiglio ha tuonato contro la Russia. Il video di quell’affronto, pubblicato su Youtube, è arrivato agli occhi e alle orecchie del deputato della Duma di Stato, Oleg Leonov. Il quale ha denunciato la Kotenochkina. Contro di lei, che co-presiede il Consiglio per la leva del distretto, viene citato anche un video in cui spiega ai soldati di leva che non sono tenuti per legge a firmare per essere inviati in combattimento. E ora, sempre contro di lei, led autorità hanno aperto un caso giudiziario. Nomi, volti, vite, finite nelle maglie del sistema di delazione allestito ad hoc e, a quanto pare, perfettamente funzionante…

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