La donna s’è destra, il racconto delle ragazze che volevano contare in politica senza piagnistei

mercoledì 20 Aprile 16:05 - di Redazione
donne destra

Tutti i documenti del Centro Studi Futura, l’organizzazione che si occupava di politica al femminile tra la fine degli anni Ottanta e gli inizi dei Novanta, sono ora nell’archivio digitale dell’associazione 12 Querce, nata due anni fa in ricordo di Tony Augello.

E ieri, nella ricorrenza della scomparsa di Tony Augello, quei documenti sono stati presentati al pubblico in un convegno nel salone De Marsanich della Fondazione An. E’ stato Andrea Augello a spiegare il senso e le finalità del lavoro di archivio dell’associazione 12 Querce, raccontando il progetto politico delle ragazze che animarono il Centro Studi Futura.

“Non volevano – ha detto – un settore femminile vecchio stile, ma volevano studiare, affrontare nuovi scenari, darsi da fare nelle periferie, rifiutando l’idea che le donne dovessero occuparsi solo di questioni femminili. E hanno così ravvivato il progetto delle associazioni parallele spaziando dall’ecologia al volontariato. In questo modo aprivano orizzonti nuovi alle donne in un ambiente che era stato uno dei più maschili e maschilisti”. Non solo, quel Centro Studi – ha ricordato –  fu palestra per far emergere quadri dirigenti femminili nazionali – vi erano impegnate sia Isabella Rauti che Roberta Angelilli – e in qualche modo si ricollegava, attraverso la riflessione sul femminismo, all’esperienza della rivista Eowyn.

Dopo Augello è intervenuta Annalisa Terranova, anche lei impegnata in passato nel Centro Studi Futura, che ha presentato il libro “La donna s’è destra” di Francesco Maria Del Vigo e Domenico Ferrara (edizioni Giubilei). “Troppo spesso si guarda alle donne di destra come un soggetto politico evanescente, un argomento sottovalutato o ignorato. Il libro dimostra invece che esiste una storia delle idee delle donne di destra che non si identifica solo col rifiuto del femminismo. Le ragazze del Csf riflettevano per esempio sulla bioetica e proprio in quel campo sarebbe interessante oggi approfondire quelle tematiche, dal gender al post-umanesimo, che minacciano l’essenza stessa della donna. E la minacciano in quanto considerano l’identità di genere del tutto svincolata dal sesso biologico di appartenenza”.

Isabella Rauti ha ripreso il filo del racconto che dall’esperienza di Eowyn conduce al Centro Studi Futura. “Andrea Augello ha presentato questa nuova pagina dell’associazione 12 Querce e penso che sia il modo migliore per ricordare Tony. L’attività di archivio è molto importante perché il mondo della destra non fa troppa attenzione alla storia di se stesso. Ben venga dunque il lavoro dell’associazione 12 Querce e quello di altre fondazioni, come quella dedicata a mio padre Pino Rauti“.

Ha poi parlato dei pregiudizi e degli stereotipi che hanno creato un cono d’ombra sulla storia delle donne di destra. “Io sono vissuta in una famiglia politica dove la discriminazione di genere era inesistente. Venendo al Centro Studi Futura vorrei sottolineare che c’era l’approfondimento ma c’era soprattutto la militanza. Un’esperienza che, come il gruppo di Eowyn, nasce all’interno di quel grande laboratorio di idee che fu il mondo rautiano”.

I due autori del libro “La donna s’è destra” si sono collegati in video e hanno ribadito che per loro le testimonianze raccolte sono state una sorpresa e una conferma. “Non sono stupito – ha detto Del Vigo – del fatto che Giorgia Meloni sia l’unica donna a guidare un partito perché la caratteristica delle donne di destra era proprio quella di vivere la politica a tutto campo, senza ripiegare nell’esclusiva politica femminile. E ciò alla lunga si è dimostrato un vantaggio”.

“I racconti delle militanti – ha aggiunto Domenico Ferrara – sono stati preziosi per ricostruire un contesto, quello degli anni Settanta,  in cui l’attivismo era condiviso in prima persona dalle ragazze come dai ragazzi. Le donne subivano violenze fisiche e psicologiche che mi hanno lasciato interdetto. Non avrei mai immaginato che si potesse cercare di impedire fisicamente a una ragazza di andare a scuola o all’università solo perché militante del Msi”.

 

 

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