Fratelli d’Italia Lazio accende i riflettori sul bluff del reddito di cittadinanza, disabilità e pensionati

11 Apr 2022 20:16 - di Stefania Campitelli

Pensioni, disabilità, reddito di cittadinanza. Fratelli d’Italia Lazio, sotto la guida di Paolo Trancassini, ha promosso un convegno per puntare i riflettori sulla ‘truffa’ del reddito di cittadinanza. L’invenzione grillina che avrebbe dovuto sconfiggere la povertà. E invece ha causato solo disservizi e sprechi per lo Stato. “Nessun obiettivo minimo raggiunto”. Così Maurizio Millico, consulente di Fratelli d’Italia al Senato, che è intervenuto all’evento da remoto.

Reddito di cittadinanza, un disastro annunciato

Il moderatore Emanuele Merlino introducendo i lavori ha ribadito la necessità di superare gli slogan e le formule demagogiche. Che hanno accompagnato la nascita del provvedimento. “Che non a caso qualcuno dentro Fratelli d’Italia propose, purtroppo a ragione, di ribattezzarlo ‘reddito di criminalità‘. Millico ha fotografato lo stato dell’arte con numeri e tabelle. L’impianto del Rdc è stato in totale di circa 20 miliardi di euro. “In tre anni, rispetto alla platea degli aventi diritto, circa 4 milioni e mezzo di cittadini, il 50 per cento avrebbe dovuto, tramite i navigator, firmare un patto di lavoro”, ha detto Millico. Sottolineando anche il fallimento dell’invenzione dei navigator. Su tremila ne restano oggi in piedi 1.800. Fino al 30 aprile e con contratto precario. Ancora numeri che illuminano il default. “Su 100 persone, solo 60 hanno dimostrato di aver i requisiti per accedere a un’occupazione. Di questi il 15 per cento non aveva mai lavorato nella sua vita e soltanto il 20 aveva un reddito da lavoro”. Anche la distribuzione geografica dimostra l’inadeguatezza del reddito di cittadinanza. Due terzi dei percettori si trovano al Sud e un terzo nel Nord-est che è la locomotiva economica italiana.

I pensionati d’Italia: siamo il fanalino di coda

Il responsabile nazionale del dipartimento pensionati d’Italia di FdI, Valfredo Porega, ha  acceso i riflettori sulla assoluta emergenza della ‘categoria’. E sui grandi sprechi del reddito di cittadinanza. Su circa 18 milioni di pensionati, 6 milioni non arrivano a mille euro al mese. Hanno la pensione minima di 524m euro. Alcuni percepiscono l’assegno sociale che equivale a 468 euro. Una situazione drammatica – ha detto – che il ‘governo dei migliori’ continua a ignorare. La sanità, per esempio, si conferma un buco nero. “Non è possibile – ha detto Porega – che un anziano debba aspettare mesi per avere un accertamento per un tumore alla prostata. Non può accadere”. L’ultimo che ha preso inziative – ha detto ancora Porega – è stato Berlusconi. Lo Stato si deve occupare di chi, come noi,  ha fatto crescere il paese e la società italiana. E non ghettizzare questa categoria sociale”.

Guidi accende i riflettori sulla disabilità

Collegato da casa anche l’ex ministro del governo Berlusconi Antonio Guidi. Che ha voluto ringraziare Giorgia Meloni per l’incarico ricevuto, quello di coordinare il dipartimento nazionale equità sociale e disabilità di Fratelli d’Italia. “Un ruolo che, alla mia età, è servito a rimettermi in gioco. E a fare politica, dopo anni di volontà sopita’. Chi mi conosce sa che non mi tiro mai indietro”, ha detto Guidi. Che non ha fatto mistero di aver vissuto, lui neuropsichiatra, momenti di delusione se non di depressione. “Nel vedere un Parlamento profanato da personaggi inadeguati. Non solo sulle questioni sociali”. La disabilità, di cui Guidi si occupa da mezzo secolo, è un mondo complesso, variegato, diverso da caso a caso. Sul reddito di cittadinanza non ha esitato a parlare di oscenità. “Il danno peggiore non è quello solo di un provvedimento che non risponde ai bisogni delle persone. MA un danno dell’anima. Una persona che, mediante certificazioni,  possa avere uno stipendio mensile senza fare praticamente nulla si ammala nell’anima”. Alcuni mesi fa – ha detto ancora l’ex ministro – su questo tema proposi ai parlamentari di Fratelli d’Italia un emendamento per creare un fondo a favore delle persone con disabilità. Che venne accolto. Per il mondo della disabilità l’energia, per esempio, è un salvavita”.

La comunicazione bluff dei 5Stelle

Sara Gizzi, responsabile della comunicazione di Fratelli d’Italia Lazio, ha sottolineato le contraddizioni del reddito di cittadinanza. Un bluff. “È assurdo che il mercato chieda nuove figure professionali. E che non  si riescano a trovare per la politica assistenzialista dei 5Stelle. L’abbandono sociale è aumentato con la misura del reddito di cittadinanza, che si è rivelato una truffa. Che dimostra la potenza della  comunicazione anche in senso negativi”. Gizzi ha affrontato il tema della  comunicazione del Movimento 5Stele. “Tutta volta al consenso. Vi ricordate il teatrino di aver abolito la povertà? Da quelo giorno  è diventato lo slogan politico che ha accompagnato una intera stagione. Un non sense, basta pensare che i navigator rappresentano i primi disoccupati. Hanno spacciato un percorso complesso e una prospettiva come una realtà esistente. Insomma abbiamo assistito a un grande bluff. Una forma di assistenzialismo. Un metadone di Stato che è costato 9 miliardi di euro l’anno”.

Trancassini: è stato un volgare voto di scambio

A concludere l’evento Paolo Trancassini, capogruppo in commissione Bilancio della Camera. Da promotore dell’iniziativa si è detto molto soddisfatto dell’approccio al tema. “Un evento nato da una riflessione con Porega sulla contraddizioni e le furbizie del reddito di cittadinanza. Che spesso è stato per noi oggetto di critiche. Ma noi non prendiamo lezioni su cosa fare su chi resta indietro. Lo dice la nostra storia. Lo dice il nostro impegno. Stiamo parlando di un volgarissimo voto di scambio. Questo è stato, nulla di più. Doveva essere uno strumento di politica attiva per il lavoro, questo dice la narrazione. Così non è stato. Ma anche quando il fallimento era evidente non hanno mollato. E hanno scelto di non intervenire per motivi elettorali.  Oggi noi con gli interventi del convegno abbiamo dimostrato la realtà demagogica di questo provvedimento demagogico. E come affrontare la povertà laddove viene creata dallo Stato“.

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