Energia, la Camera vota la fiducia. Rampelli a Draghi: «Estraiamo il gas dal nostro territorio»

12 Apr 2022 20:53 - di Redazione
Camera

Le fibrillazioni all’interno della maggioranza rimbalzano dal telefonino di Matteo Salvini a quello di Antonio Tajani. I due si sono sentiti più volte nelle ultime 24 ore per concordare, d’intesa con Silvio Berlusconi, una linea comune su fisco e giustizia in vista dell’incontro di domani con Mario Draghi. Al momento, una convocazione ufficiale ancora non c’è, ma l’appuntamento a Palazzo Chigi è previsto nel pomeriggio. All’incontro parteciperanno anche i rispettivi capigruppo di Camera e Senato, quasi a formare una delegazione unica. Un modo per dare un’immagine di compattezza. Almeno su temi sensibili per famiglie e imprese, come appunto le tasse.

Domani le delegazioni di FI e Lega incontrano Draghi

«Giù le mani dalla casa», è il coro unanime dentro Lega e Forza Italia. Entrambe sono pronte a trattare, ma senza accettare soluzioni a scatola chiusa. Lo dice a chiare lettere Tajani. «Né sulla giustizia né sul fisco noi riteniamo si debba mettere la fiducia, senza prima aver trovato un accordo fra tutti i partiti della maggioranza», avverte il numero 2 di Forza Italia. «Sono convinto – ha aggiunto – che un accordo si possa trovare, raggiungendo l’obiettivo di approvare la riforma del catasto e della giustizia, senza imporre nuove tasse ai cittadini e limitando la presenza continua delle correnti nella magistratura». Ma è una partita non semplice quella che si accinge a giocare alla Camera il cosiddetto centrodestra di governo.

Alla Camera fiducia con 422 “sì” e 54 “no”

Sulla delega fiscale Draghi ha già detto che non tratta seppur dopo aver assicurato che il suo governo «non metterà una tassa in più». Ma è scontato che la riforma del catasto qualche balzello in più sugli immobili lo determinerà. Nel frattempo, prosegue l’attività del Parlamento. Poco fa, con 422 voti favorevoli e 54 contrari, la Camera ha votato la questione di fiducia sul decreto legge per il contenimento dei costi dell’energia. Severo il giudizio di Fabio Rampelli. «Non si capisce – ha detto il vicepresidente della Camera – perché si vada a pietire il gas a destra e a manca, rivolgendoci a Stati come Algeria, Qatar e Afghanistan, non propriamente esempi di democrazie liberali quando potremmo ricavare dal nostro territorio 112 miliardi di metri cubi di gas, ben superiori al nostro fabbisogno»

Commenti

Lascia un commento

Il tuo indirizzo email non sarà pubblicato.

SUGERITI DA TABOOLA