Ucraina, bombe vicino al confine con la Polonia. La Russia apre ai negoziati a Gerusalemme

domenica 13 Marzo 9:51 - di Mia Fenice
Ucraina

Continua l’assedio della Russia all’Ucraina nel 18esimo giorno di guerra. Nella notte le sirene hanno risuonato in quasi tutte le province, con diverse esplosioni registrate a Leopoli e Kherson, rispettivamente nell’ovest e nel sud dell’Ucraina. Attaccata anche una base militare vicino al confine con la Polonia. Pur continuando l’azione militare Mosca si sarebbe detta aperta ai negoziati in Israele con Zelensky che parla di “un approccio fondamentalmente diverso” da parte del Cremlino. Più pessimisti Olaf Scholz e Emmanuel Macron, secondo il quale “Putin non vuole fermarsi”.

Ucraina, esplosioni a Leopoli e a Kherson

Diverse esplosioni sono state registrate a Leopoli e Kherson. Lo ha riferito su Twitter il Kyiv Independent. Altri media locali hanno riportato la notizia che otto missili sono stati lanciati contro Leopoli e che è stato colpito anche l’International Center for Peacekeeping and Security a Yavoriv, vicino al confine con la Polonia. Secondo il deputato di Leopoli, Igor Zinkevych, le esplosioni delle ultime ore sono state provocate dalla contraerea ucraina entrata in azione contro i missili russi. «Tutte le unità militari stanno funzionando al massimo, ulteriori informazioni saranno fornite dal governatore della regione», ha dichiarato.

Raid contro la base al confine con la Polonia

Il comando militare della regione di Leopoli sul proprio canale Telegram, ha confermato l’attacco precisando che sono stati lanciati otto missili contro la base nota come Centro internazionale per il mantenimento della pace e la sicurezza.

Colpita anche una base aerea a Ivano-Frankivsk, nell’Ucraina occidentale. Secondo il sindaco della città, Ruslan Martsinkiv, citato dal Kyiv Independent, lo scalo è stato obiettivo dei russi per il secondo giorno consecutivo. Martsinkiv ha quindi esortato le persone che vivono nella zona ad andarsene.

La Russia disponibile a negoziati a Gerusalemme

La Russia ha manifestato disponibilità a tenere negoziati con l’Ucraina a Gerusalemme. È quanto riporta il Jerusalem Post, citando fonti diplomatiche, interpellate dopo la telefonata tra il premier israeliano Naftali Bennet e il presidente ucraino Volodymyr Zelensky.

Ucraina, Zelensky: «La Russia inizia a parlare»

«Ora hanno iniziato a parlare di qualcosa, non danno solo ultimatum», ha detto il presidente ucraino, Volodymyr Zelensky, ha indicato che vi sarebbe un certo cambiamento di posizione da parte della Russia. «Continua il dialogo con Naftali Bennett, abbiamo parlato dell’aggressione russa e delle prospettive dei colloqui di pace», scrive poi su Twitter il presidente ucraino riguardo ad un nuovo colloquio con il premier israeliano. «Dobbiamo fermare la pressione dei civili, ho chiesto di aiutarmi per il rilascio del sindaco di Melitopol catturato e di altri esponenti pubblici», ha aggiunto Zelensky che ieri, durante una conferenza stampa, aveva detto di aver parlato con Bennett della possibilità di svolgere a Gerusalemme gli eventuali colloqui di pace con la Russia.

Nella notte Zelensky ha poi detto che «tutti i corridoi umanitari concordati hanno funzionato. Sono state evacuate 12.729 persone. Il convoglio umanitario arriverà a Mariupol nel pomeriggio. A causa della complessità del percorso hanno dovuto passare la notte a Berdyansk».

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