“Tu sei un putiniano”: Travaglio al delirio, Sallusti lo stronca con due battute a “Otto e mezzo” (video)

giovedì 31 Marzo 14:04 - di Alberto Consoli

Scintille in tv. Duro scontro da Lilli Gruber a Otto e mezzo, su La7, nella puntata del 30 marzo, tra Alessandro Sallusti e Marco Travaglio. Il direttore del “Fatto” delira e parte per la tangente, accusando il direttore di Libero su Vladimir Putin. Tu sei un putiniano non io,  dice rivolto al collega. Poi fa la vittima: “Sono accusato di essere dalla parte di Putin. Non è vero, non ho mai scritto una riga in vita mia a favore di Putin. L’ho definito autocrate, guerrafondaio e criminale”, “si scagiona” Travaglio davanti alla Gruber. E quindi parte al contrattacco con la precisa volontà di mettere nei guai il collega: “Era Sallusti che scriveva a favore. Il giorno prima della guerra scriveva che fu un errore rompere con lo zar”.

Sallusti duro con Travaglio: Tu prepari i dossier

Travaglio si è messo a inanellare tutta una serie di articoli scritti da Sallusti in carriera, rinfacciandogli una sorta di filo-putinismo. Cosa che non è. Il direttore del Fatto mischia articoli risalenti a temperie geopolitiche molto diverse e, infatti, Sallusti se lo guarda con stupore.  Ma, soprattutto, il “metodo Travaglio” è rivelatore di un uso distorto dell’informazione. E infatti Sallusti replica duramente. “A me fa piacere che tu prepari i dossier”, commenta, evidenziando come Travaglio si fosse ben preparato su pezzi d’archivio volti a sbugiardare l’interlocutore.

Sallusti a Travaglio: Ecco dove sbagli

Ma Travaglio di fronte all’accusa di preparare i dossier non replica, è in trance agonistica. “Se dici che tifo per Putin dimostrarmelo- strilla visibilmente alterato.  Non darmi lezioni, non se ne può più”, ribatte. Quindi Sallusti gli risponde a tono riuscendo a prendere finalmente la parola dopo un diluviodi accuse: “Fammi parlare: tu hai messo sullo stesso piano la propaganda di Putin con quella occidentale. Non rinnego una riga di quello che ho scritto perché Putin ha fatto credere al mondo di essere un’altra persone: di essere l’argine all’avanzata della Cina dal punto di vista commerciale”, sottolinea il direttore di Libero. Ora tutto è cambiato e bisogna prenderne atto anche nei dibattiti pubblici. Dovrà farlo anche Travaglio, a meno che non scelga sempre la rissa come cifra stilistica. “Se adesso ha invaso l’Ucraina significa che non è più quel Putin lì“, cerca di fargli capire Sallusti.

Travaglio non si accorge che il mondo è cambiato

Travaglio prosegue e non sente ragioni. Eppure tutti i commentatori lo stanno ammettendo: siamo in una fase nuova della storia. Rimanere ancorati ai vecchi steccati e alle piccole ripicche sul chi era più filo-Putin è un gioco infantile. Anche Lucio Caracciolo, direttore di Limes, poco prima aveva invitato a superare questa logica a proposito del silenzio di Berlusconi sull’ex amico Putin. Su cui tutti intingono la penna polemica contro il Cav. Nessun imbarazzo, ha detto Caracciolo: “Forse dovremmo accettare il fatto che il 24 febbraio (la data dell’invasione russa in Ucraina, ndr) è cominciato un altro secolo, non c’entra granché con quello che succedeva prima”.   Ma Travaglio non ascolta e la Gruber lo lascia tranquillamente attaccare. I due si sono spesso scontati in tv con toni accesi. Indimenticabile quando Sallusti gli rinfacciò che “Conte era il cagnolino di Trump”.

 

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