Purghe putiniane: noto conduttore tv russo protesta contro la guerra, cancellati i programmi (video)

martedì 8 Marzo 15:54 - di Valter Delle Donne
Ivan Urgant, Maneskin

Le purghe staliniane sono state consegnate alla storia, quelle putiniane ancora no, ma sono già nelle cronache. Ne sa qualcosa Ivan Urgant (nella foto mentre intervista i Maneskin), uno dei più popolari conduttori televisivi russi. Per fare un parallelo nostrano, immaginate un conduttore del calibro di Fiorello, Amadeus o Carlo Conti. Fino a una settimana fa aveva una seguitissima striscia serale sul Pervyj kanal, il canale governativo. Poi ha “commesso l’errore” di postare su Instagram un cartello con scritto “Net vojne”, “no alla guerra”. Gli è bastato questo per vedersi sospendere con effetto immediato il suo show serale. E sparire completamente da social e tv. 

Purghe putiniane: il noto conduttore cancellato dalla tv

Non si può neanche dire che la “Russia è in guerra”, ma va usato un termine che riguarda un soccorso alle popolazioni ucraine e a una “denazificazione”, ha spiegato un’italiana in collegamento da Mosca a Radio 24. Il caso di Ivan Urgant, divenuto famoso anche in Italia per la sua trasmissione Ciao 2021! che fa la parodia dei nostri canali tv è emblematico. In una dichiarazione pubblica, la responsabile dei social della televisione moscovita, ha liquidato la questione in poche battute: per un po’ di tempo Ivan Urgant non andrà andato in onda, per via di “importanti avvenimenti socio-politici”. Quel “No alla guerra” ha irritato la propaganda governativa: un messaggio potenzialmente destabilizzante per i telespettatori russi. Soprattutto per i più giovani. 

La guerra ha spaccato le famiglie: giovani contro la guerra, anziani nostalgici dell’Urss

Come riporta Asianews, «l’invasione ordinata da Putin ha provocato una spaccatura generazionale: i giovani criticano il regime, gli anziani sostengono il presidente russo. Per la propaganda del Cremlino, gli ucraini bombardano le proprie case. Il conflitto sta distruggendo i nuclei familiari in Russia». «I miei si bevono tutta la propaganda della televisione, anche se potrebbero benissimo informarsi altrove; non sono vecchi, anche mia nonna sa usare TikTok», spiega Viktoria, 24enne visagista della provincia di Rostov. «I giovani sperano che le generazioni più mature aprano gli occhi davanti alla guerra: una cosa infatti è la garanzia di sicurezza e relativo benessere, altra cosa è la morte e la distruzione. La madre di Viktoria ha solo 45 anni, eppure si richiama ai più polverosi slogan sovietici contro “l’aggressione dell’Occidente”». E allora anche le “purghe putiniane” diventano giustificate. Ogni voce dissenziente va zittita. Con ogni mezzo.

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