Oscar, l’Italia spera con Sorrentino, Jane Campion super-favorita. Intanto a Hollywood ha già vinto il Metoo

22 Mar 2022 17:10 - di Priscilla Del Ninno
Oscar

Sorrentino scalda i muscoli per la corsa verso l’Oscar. Il regista napoletano a cui sonno affidate le speranze italiane di successo hollywoodiano è già in città da qualche giorno, insieme alla moglie Daniela D’Antonio. E ieri sera è stato ospite del Los Angeles Italia Festival, la rassegna di cinema italiano fondata da Pascal Vicedomini con il patrocinio del ministero degli Esteri ed il sostegno del ministero della Cultura. Una maratona di incontri ed eventi cominciata da un po’ e che al traguardo valuterà, sulla distanza e in base alla resistenza alle pressioni che lo star system esercita sull’assegnazione finale dei premi, molte variabili. E non tutte hanno a che fare con il valore cinefilo del premio che, come noto, mescola alchemicamente arte, industria e mercato.

Oscar, Sorrentino scalda i muscoli per la gara di domenica

Per questo, il fatto che l’ultima fatica d’autore del regista partenopeo, È stata la mano di Dio, ammicca a Scorsese e evoca Fellini. Ma dovrà vedersela con almeno due temibili avversari, avvolge nell’ombra del dubbio gli auspici e le acclamazioni critiche che accompagnano la pellicola uscita nelle sale. E poi approdata sulla piattaforma di Netflix. Competitor che, sulla carta potrebbero disseminare di qualche ostacolo il terreno di gioco che porta alla vittoria. Per il Miglior film internazionale, dunque, oltre a È stata la mano di Dio, sono in corsa il film giapponese Drive My Car, acclamato dalla critica. E il film danese Flee, che ha già fatto storia, essendo il primo film candidato nello stesso anno nelle categorie film d’animazione, film internazionale e documentario.

Hollywood, la rinascita nel segno di una nuova estetica di selezione e premi

Non solo. Completano il quartetto degli avversari di Sorrentino, infine, il film Lunana dal Bhutan e Scompartimento n. 6 dalla Finlandia. E come noto, Hollywood in cerca di riscatto critico – specie dopo lo scandalo Wenstein e il caos scatenato dal Metoo – guarda da tempo con grande attenzione all’universo asiatico e alla cinefilia del nord Europa, come nuovi mondi da conquistare per riacquisire una purezza imprenditoriale perduta e una cifra stilistica d’autore da cui prendere esempio per la definizione di una estetica di celluloide più virtuosa, finalizzata all’affermazione definitiva di una nuova epopea di premi che, attraverso i riconoscimenti critici, possa restituire alla Mecca del cinema nuova autorevolezza e credibilità.

Oscar, la prima edizione post-pandemia nel segno del politically correct

Insomma, la mitica statuetta consegnata ai vincitori, che di per sé vale un dollaro, meno di un euro (0,87 centesimi per essere precisi), quest’anno più che mai acquisisce un valore simbolico che travalica mode e confini. Tutti convitati di pietra sul palco del Dolby Theatre di Los Angeles, dove domenica sera, 27 marzo, Hollywood proverà a recuperare anche il pubblico televisivo perduto negli ultimi anni con una formula completamente rinnovata, che vedrà -in ossequio a quote rosa e politically correct – per la prima volta al timone un trio di attrici comiche e brillanti: Regina Hall, Wanda Sykes e Amy Schumer.

Oscar, l’Italia spera con Sorrentino. Jane Campion la super-favorita

La prima, figlia di un padre imprenditore di origini afroamericane ed una madre professoressa figlia di nativi americani. La seconda: stella della comicità afro-americana, figlia di una madre banchiere e di un padre colonnello dell’esercito americano al Pentagono. E la terza, una bellezza bionda ma dal temperamento tutt’altro che etero, che ha già fatto sapere di volere il presidente ucraino Volodymyr Zelensky in collegamento. La serata glamour punta su di loro. Hollywood sul restyling in corso. E l’Italia sul titolo di Paolo Sorrentino. Ma anche sul film animato Disney, Luca: diretto da Enrico Casarosa (nella cinquina in competizione per l’Oscar al Miglior film d’animazione). E sul talento di Massimo Cantini Parrini, candidato per i costumi del film Cyrano, un anno dopo Pinocchio.Un cartellone ricco e vario, su cui svetta il titolo che i bookmakers  danno super-favorito: Il potere del cane di Jane Campion, già incoronato con 12 nominations.

 

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