Venezia 78, il Leone ruggisce in francese e omaggia il politically correct. Sorrentino superstar

sabato 11 Settembre 21:02 - di Giulia Melodia
Venezia 78 Sorrentino

Venezia 78, il Leone ruggisce in francese e omaggia platealmente il politically correct. Con Sorrentino superstar l’Italia conquista tre premi… Il Leone d’Oro di Venezia 78 ruggisce in francese. Il premio principale della Mostra del Cinema della laguna è andato al film L’Événement, della regista d’oltralpe Audrey Diwan. Una pellicola controversa che difende la legge sull’aborto, raccontando la vicenda di una studentessa costretta ad affrontare una pericolosa interruzione di gravidanza operata clandestinamente nella Francia antiabortista degli anni ’60. Un verdetto, come spesso accado al Lido, che sa di “politicamente corretto” e che va a incoronare con la palma del migliore un titolo che strizza l’occhio alla battaglia sui diritti civili perennemente in corso. E in un momento come questo in cui il dibattito è particolarmente infuocato… «Abbiamo veramente amato questo film ed è stata una decisione unanime», ha commentato a caldo, non a caso, il presidente della giuria Bong Joon Ho.

Venezia 78, Leone d’oro a L’Événement della francese Audrey Diwan e Argento a Sorrentino

L’Italia ha vinto con È stata la mano di Dio, il film autobiografico di Paolo Sorrentino, che si è aggiudicato il Leone d’Argento Gran Premio della Giuria e il Premio Marcello Mastroianni, destinato a un giovane attore emergente, con il protagonista Filippo Scotti. Che ha accolto il suo riconoscimento con le lacrime agli occhi. «Dovete avere pazienza perché sono molto emozionato. Un film non facile”, ha detto invece Sorrentino che tra i ringraziamenti, nell’arco dei quali non poteva mancare un personale tributo a Maradona.

Sorrentino superstar conquista due premi

E l’ultima attestazione di stima e di fiducia per il suo attore simbolo, Tony Servillo. Sul quale il regista commenta: «Ogni tanto qualcuno antipatico mi dice: “Ma perché tu fai un altro film con Toni Servillo?” Ora posso rispondere: guardate dove sono arrivato facendo i film con lui»… Poi la commozione stronca ogni velleità di ringraziamento e schernimento. Così, commosso fino alle lacrime, il cineasta napoletano si ritira soddisfatto e applaudito. Ma non è tutto. Il nostro Paese ha vinto anche con Il Buco di Michelangelo Frammartino, che si è aggiudicato il Premio speciale della Giuria. E che il regista ha voluto dedicare alla Calabria («la regione più bella», ha sottolineato), dove il film è ambientato.

Venezia 78, nell’edizione in rosa trionfano le donne. All’Italia in totale 3 statuette

Un palmares rosa, quello di Venezia 78. Come a maggioranza femminile era la giuria impegnata quest’anno al Lido. E allora, oltre al Leone d’Oro ad Audrey Diwan, i giurati di Venezia 78, presieduti da Bong Joon Ho e tra i quali figurano: Saverio Costanzo, Alexander Nanau, Virginie Efira, Cynthia Erivo, Sarah Gadon e Chloé Zhao, hanno valorizzato altre due registe meritevoli. E dunque, il Leone d’Argento per la migliore regia è andato infatti a Jane Campion, per il film The Power of the Dog.

Sa Jane Campion a Maggie Gyllenhaal, passando per Elena Ferrante

Mentre a Maggie Gyllenhaal la giuria ha assegnato il premio alla migliore sceneggiatura (tratta fra l’altro dal romanzo La figlia oscura della misteriosa scrittrice italiana Elena Ferrante) per il film The Lost Daughter, diretto dalla stessa Gyllenhaal. Una vittoria che vanta, anche in questo caso, una quota italiana di successo perché, come ricordato dalla sua stessa sceneggiatrice e regista: «Questo film è nato grazie al romanzo meraviglioso di una scrittrice italiana. Ed è stato pensato in Italia dove mi sono sposata e dove ho concepito i miei figli», ha detto la cineasta. Confermando il marchio “rosa” di questa edizione della Mostra, Venezia 78, che ha appena chiuso i battenti...

 

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