La sinistra scopre che l’Italia manda armi e non farmaci in Ucraina e s’infuria. Lo sciopero di Pisa

16 Mar 2022 15:22 - di Robert Perdicchi

Lo sanno tutti, da giorni, ma la sinistra finge di stupirsene. L’Italia, nell’ambito degli accordi Nato, spedisce armi e aiuti militari all’Ucraina, impegnata a fronteggiare l’invasione della Russia, materiale che arriva tramite voli, navi e tir, ma che secondo Potere al Popolo e Rifondazione, costole finalo di una sinistra dilaniata, questo è un attentato alla Costituzione e al pacifismo internazionale. Quanto accaduto ieri a Pisa è emblematico delle posizioni “lunari” che la sinistra italiana prova a reggere sulla guerra in Ucraina, con uno sciopero indetto dai sindacati di base dell’aeroporto della città toscana una volta scoperto che in un volo militare non c’erano medicine e cibo ma armi da fornire alla resistenza di Zelensky caricate da un parcheggio di un aeroporto civile. Una procedura, a loro avviso, non prevista.

L’Unione Sindacati Base parla di “voli di morte mascherati da aiuti umanitari”. “Questi aerei atterrano prima nelle basi Usa/Nato in Polonia, poi i carichi sono inviati in Ucraina, dove infine sono bombardati dall’esercito russo, determinando la morte di altri lavoratori”, scrivono sul loro sito web, contestando la logistica, il caricamento delle armi da uno spazio civile e non militare come il Galilei di Pisa-

Armi all’Ucraina, a Pisa scatta lo sciopero di sinistra…

La presunta spedizione di un carico di armi dall’aeroporto Galileo Galilei di Pisa avrebbe poi causato la protesta dei lavoratori dello scalo, nonostante da giorni decine di voli militari diretti alla base militare di Rzeszow in Polonia siano partiti da quello e da altri aeroporti italiani. Uno sciopero, al quale farà seguito una manifestazione dei lavoratori aeroportuali di Pisa aderenti all’Usb.

“Mentre ancora si fa finta di discutere sull’intervento in Ucraina dal territorio italiano partono carichi di armi non soltanto dagli aeroporti militari ma anche da quelli civili – si legge in una nota dell’Usb, il sindacato di base -. In attesa che prendano corpo le voci odierne, circa uno stop alla movimentazione di armi nello scalo, Usb chiama alla mobilitazione per una manifestazione che si terrà sabato 19 marzo alle ore 15 davanti al Galileo Galilei, da dove un corteo raggiungerà lo scalo militare di Pisa, per ribadire il no alla guerra e il no all’invio di armi dall’Italia”.

Secondo fonti locali, una volta scoperto il carico militare, i lavoratori si sarebbero rifiutati di caricare il cargo, poi spalleggiati da “Potere al popolo” e da alcuni consiglieri regionali del M5S, che hanno presentato un’interrogazione urgente per chiedere alla Regione se la notizia corrisponda al vero.

Potere al popolo e Rifondazione si indignano

Poi è toccata a Potere al popolo: “Il ministero della Difesa e Toscana Aeroporti ammettono a mezzo stampa il traffico clandestino di armi dall’aeroporto G. Galilei di Pisa, sotto le mentite spoglie degli aiuti umanitari alle popolazioni ucraine martoriate dai bombardamenti russi.Il Comando Operativo di Vertice Interforze (COVI) attraverso una goffa dichiarazione alla stampa, nella quale cerca di negare il rifiuto dei lavoratori ad effettuare il carico, giustifica l’operazione dichiarando che l’attività è stata condotta presso una piazzola di parcheggio civile del Galilei anziché, come avviene usualmente, nei parcheggi aeroportuali militari, per l’eccezionale e contemporanea attività di trasporto richiesta dalla situazione in atto’. Quante armi stiamo inviando nel macello ucraino? Si conferma l’atteggiamento bellicista del governo Draghi…”.
Tra l’1 marzo e il 13 marzo ci sono stati almeno 27 voli militari dell’aeronautica militare italiana partiti dagli aeroporti di Pisa, Pratica di mare e Grosseto e diretti in Polonia, alla base Nato di Rzeszow. Tutti hanno evitato di sorvolare lo spazio aereo dell’Ungheria, che non permette il passaggio di carichi militari verso l’Ucraina dal proprio territorio.

“Dall’inizio di marzo sono moltissimi gli aerei militari partiti da Pisa con destinazione l’aeroporto militare di Rzeszow/Jasionka, in Polonia. Ma non solo, da Pisa partono aerei militari che arrivano in Romania e in Tunisia, o che fanno esercitazioni sopra la nostra città. Aerei come i Boeing KC767A o C-130J “Hercules”. Cosa trasportano? Non ci è dato sapere. Questi aerei possono trasportare sia truppe che pallet standard Nato, ma il loro contenuto è stato secretato e nemmeno un parlamentare in carica può accedere a questa informazione”, denuncia Maurizio Acerbo, segretario nazionale Rifondazione Comunista

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