La richiesta di Manuela Moreno e del Tg2 alla Rai: «Apra gli asili nido, ci aiuti ad accogliere i profughi»

martedì 8 Marzo 14:32 - di Redazione
profughi

Una lettera alla presidente, Marinella Soldi, e all’amministratore delegato della Rai, Carlo Fuortes, per chiedere che l’azienda realizzi asili nido e strutture per minori che aiutino dipendenti e giornalisti Rai ad accogliere i bambini profughi della guerra della Russia all’Ucraina. L’ha scritta nel giorno della festa della donna, la giornalista del Tg2, Manuela Moreno. La conduttrice del Tg2 Post ha anche condiviso la lettera con il Comitato di redazione della testata, che ha dato «piena e convinta adesione all’iniziativa proposta dalla collega Moreno alla azienda, riguardo alla apertura di nidi aziendali all’interno delle sedi Rai. Vista la drammatica situazione dei profughi della guerra».

«Cosa possiamo fare di concreto per i profughi?»

«L’8 marzo quest’anno cade in giorni drammatici di guerra, un racconto quotidiano in cui la Rai è impegnata in prima fila. In queste ore mi sono chiesta e ho chiesto ai miei colleghi cosa possiamo fare di concreto oltre a raccontare con onestà quello che sta succedendo?», scrive Moreno nella lettera ai vertici Rai, di cui ha dato conto l’agenzia di stampa Adnkronos. «Gli uomini al fronte, le donne e i bambini profughi di cui dobbiamo prenderci cura».

La richiesta di Manuela Moreno: «La Rai apra quegli asili di cui si parla da anni»

«Il nostro Paese è pronto ad accoglierli con la generosità che ci contraddistingue, in case famiglia, con affidi temporanei, non lasceremo nulla di intentato. Così – prosegue la giornalista – ho raccolto l’adesione di tante colleghe e tanti colleghi pronti a fare la loro parte e ad aprire le loro case ai profughi in fuga. La Rai potrebbe supportarci con la realizzazione di asili nido e strutture per minori interni alle sedi aziendali. Un progetto di cui si è discusso per anni e non si è mai concretizzato. Forse – conclude Moreno – è arrivato il momento giusto per realizzarlo, anche alla luce della tragedia umanitaria ucraina. Un’iniziativa che aiuterebbe tanti di noi disponibili ad accogliere piccoli profughi».

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