Inferno a Mariupol, 300mila civili intrappolati: i russi bombardano i corridoi umanitari

8 Mar 2022 13:12 - di Greta Paolucci
Mariupol

L’Ucraina al suo tredicesimo giorno di guerra, dopo una notte d’inferno sulla città di Sumy (21 civili uccisi, tra cui bambini), prova a far ripartire i corridoi umanitari. Le città sotto assedio sono delle polveriere. I civili il bersaglio mobile dei soldati russi. Il mondo, col fiato sospeso, spera nella tregua annunciata per oggi dai russi: la quarta dopo tre consecutive andate a vuoto. e, soprattutto, dopo la beffa di ieri con i percorsi delle vie di fughe indicate in Russia e Bielorussia. Dalle 9 locali di questa mattina (le 8 ora italiana ndr) sono partite nuovamente le operazioni di evacuazione dei civili da Kiev, Chernihiv, Sumy, Kharkiv e Mariupol.

Ucraina: «La Russia tiene in ostaggio 300.000 civili a Mariupol»

Eppure, proprio da Mariupol arrivano le notizie più inquietanti di questa giornata di guerra in corso. A darle, fornendo un aggiornamento in tempo reale via social, è il ministro degli Esteri ucraino, Dmytro Kuleba. Il quale, a proposito delle operazioni di evacuazione dei civili dalla città dell’Ucraina meridionale, denuncia: «La Russia tiene in ostaggio 300.000 civili a Mariupol. Impedisce l’evacuazione umanitaria nonostante gli accordi con la mediazione della Croce Rossa internazionale. Un bambino è morto per disidratazione (!) ieri! I crimini di guerra fanno parte della strategia deliberata della Russia. Esorto tutti gli Stati a chiedere pubblicamente: “Russia, lascia andare le persone!”».

A Mariupol bombardamento dei militari russi sul corridoio umanitario

Anche peggio. Contestualmente all’informazione fornita dal dicastero degli Esteri di Kiev, il ministero della Difesa dell’Ucraina, sottolineando che per provvedere all’evacuazione dei civili «sono state sgombrate e sminate le strade», denuncia che «tuttavia il nemico non ha lasciato andare via donne, anziani e bambini. E che le forze russe a Mariupol «hanno aperto il fuoco nella direzione del corridoio umanitario». Commentando in calce: «Queste azioni dell’esercito russo non sono altro che genocidio contro il popolo ucraino».

«Cessate il fuoco violato! Intensificare la pressione sulla Russia perché mantenga gli impegni»

E così, proprio nel momento in cui Zelensky rilancia sulla possibilità di negoziare, la Russia inasprisce l’azione militare sulle città ucraine, specie quelle coinvolte nel piano di evacuazione come Mariupol e Zaporizhzhia. Dove fa sapere in un tweet di poco fa il portavoce del ministero degli esteri ucraino Oleg Nikolenko, il «cessate il fuoco è stato violato! Le forze russe stanno ora bombardando il corridoio umanitario tra le due città». E dove «otto camion e 30 autobus erano pronti a consegnare aiuti umanitari e a far evacuare civili». Sollecitando ad intensificare la pressione sulla Russia «affinché mantenga i suoi impegni».

Mariupol, civili intrappolati in un incubo gelato. Senza acqua né luce e sotto i bombardamenti

Intanto, mentre l’Onu fa sapere che si è superata la soglia dei 2 milioni di rifugiati. Nella notte, però, irrompe drammaticamente la notizia di esplosioni a Odessa, che da giorni aspetta l’attacco russo. Esattamente come Kiev, che dopo una lenta avanzata, i russi stanno serrando i ranghi in attesa di far partire l’offensiva finale sulla capitale sotto assedio. A Mariupol l’assedio dura ormai da una settimana e i 200.000 civili che la abitano – nelle parole di Human Rights Watch – sono «intrappolati in un incubo gelato. Senza acqua né luce. E vivono sotto la costante minaccia dei bombardamenti russi».

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