Fazzolari (FdI): «In una settimana la Russia ha perso più soldati degli Usa in 20 anni in Afghanistan»

giovedì 3 Marzo 12:22 - di Fortunata Cerri
Ucraina

«Quanti morti ha avuto l’esercito russo finora in Ucraina? Credibilmente più di 3.000. Questo vuol dire che la Russia ha subito più perdite in una settimana in Ucraina che non gli Usa in vent’anni in Afghanistan. Questa la dimensione di ciò che sta succedendo». Lo scrive su Twitter il senatore di Fratelli d’Italia, Giovanbattista Fazzolari.

Ucraina, i morti di Kiev e Mosca

Sono già migliaia i morti della guerra tra Russia e Ucraina, tra cui anche molti civili. Ieri il ministero della Difesa russo ha fornito per la prima volta un bilancio ufficiale delle perdite dall’inizio dell’invasione: 498 soldati russi morti e altri 1.597 feriti. Il bilancio pubblicato su Facebook dallo Stato Maggiore delle Forze Armate ucraine ha parlato invece di 5.840 russi morti e ha segnalato anche la distruzione di 211 tank, 30 velivoli e 31 elicotteri, 862 mezzi blindati, due unità navali e tre droni.

Oltre duemila i civili ucraini uccisi

La Russia ha parlato anche delle perdite da parte ucraina. Secondo Igor Konashenkov, portavoce del ministero della Difesa russo, da parte ucraina ci sono stati 2.870 morti e circa 3.700 feriti. L’Ucraina, come riporta l’Adnkronos, non ha sinora fornito un bilancio per quanto riguarda le perdite tra le sue fila e si tratta di un bilancio che non può essere verificato in modo indipendente. Ma la cifra si avvicina a quella dichiarata dai servizi di emergenza ucraini: oltre 2mila i civili ucraini uccisi dall’inizio dell’invasione russa il 24 febbraio. Centinaia di strutture, fra cui case, reti dei trasporti, ospedali, asili d’infanzia sono state distrutte.

I numeri sui rifugiati

Intanto l’Unhcr, Agenzia Onu per i Rifugiati, ha attivato un portale di dati operativi sulla situazione dei rifugiati dell’Ucraina. Il portale contiene le ultime statistiche sugli arrivi di rifugiati dell’Ucraina nei principali paesi di accoglienza. Dal 24 febbraio, data di inizio del conflitto, al 1 marzo, sono 874.026. Oltre la metà, il 51,9%, pari a 453.982 persone, è in Polonia. Seguono l’Ungheria, con 116.348 rifugiati, il 13,3%, e la Moldavia, con 79.315, il 9,1%.

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