Centrodestra, Berlusconi sfodera gli artigli e avverte: «Senza Forza Italia non si vince»

venerdì 18 Marzo 20:00 - di Redazione
Berlusconi

Silvio Berlusconi non leva l’ancora dal centrodestra che per lui «è nel cuore degli italiani». E non cede alle sirene centriste che vorrebbero trascinare Forza Italia nella palude proporzionalista e snaturarne così la vocazione bipolare e maggioritaria. Dall’ormai famosa «discesa in campo» sono trascorsi esattamente 28 anni e tante cose da allora sono cambiate. Ma non per questo il Cavaliere dismette il mito della «rivoluzione liberale, moderata, cristiana e garantista». Anzi l’ha rinverdito in una lettera inviata ai parlamentari azzurri in vista degli Stati generali del movimento in programma a Roma l’8 e il 9 aprile.

L’8 e 9 aprile Stati generali di FI a Roma

«Sono i valori e i programmi fondamentali per dare un futuro di libertà e prosperità al Paese che tutti amiamo», scrive ancora Berlusconi. La missiva dell’ex-premier è insieme un’iniezione di orgoglio in un partito ormai fiaccato dalle vicissitudini del suo leader e dalle rivalità del suo gruppo dirigente. Ma è anche un avvertimento agli alleati di FdI e Lega affinché non sottovalutino il ruolo di Forza Italia. «Un centrodestra che si candida a guidare la Nazione – puntualizza infatti Berlusconi – non può prescindere da quello che noi rappresentiamo».

Berlusconi scrive ai suoi parlamentari

Il tasto su cui batte è soprattutto quello della «credibilità in Europa e nel mondo» in una stagione di «così gravi tensioni internazionali». Morale: «Per vincere e governare, è necessario che sia Forza Italia ad esercitare una funzione trainante». Il messaggio è fin troppo chiaro, ma Berlusconi lo rende, se possibile, ancora più esplicito. «FI sarà determinante per la vittoria del centro-destra, sia sul piano dei numeri – senza di noi non sarebbe possibile vincere le elezioni – sia soprattutto sul piano delle idee e dei contenuti». La “due giorni” azzurra si svolgerà al Parco dei Principi. «Ci confronteremo con le categorie produttive del Paese. Per proporre le nostre idee e raccogliere quelle che ci vengono dalla società civile più vicina a noi», ha concluso Berlusconi.

 

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