Centrodestra, parla Berlusconi: «È nel cuore degli italiani. Pronto a rifondarlo per il 2023»

martedì 8 Febbraio 17:51 - di Redazione
Berlusconi

«Il centrodestra che io ho fondato nel 1994 è un’alleanza scritta non da un notaio, ma nel cuore degli italiani. Se necessario “rifondarlo“, sono pronto a farlo, senza escludere nessuno, ovviamente». A parlare è Silvio Berlusconi, nel corso di un’intervista rilasciata al settimanale Chi. «I rapporti personali con Matteo Salvini e Giorgia Meloni – spiega il leader di Forza Italia – sono sempre stati molto cordiali, le valutazioni politiche non sempre coincidono. Del resto –  argomenta Berlusconi -, se fosse così saremmo un partito unico e non una coalizione». Anche per lui, tuttavia, la coalizione ha bisogno di un “tagliando“.

Berlusconi intervistato da “Chi”

«Dobbiamo rilanciarla, e per farlo – spiega il Cavalierec’è un solo modo: consolidare Forza Italia. E creare un centro moderato che possa aggregare e allargare i suoi confini. Un centro saldamente ancorato al centrodestra e alternativo alla sinistra, che sia garante dei valori cristiani, dei principi liberali, della vocazione europeista, del metodo garantista». L’intervista è importante perché segna l’ingresso ufficiale di Berlusconi nel rovente dibattito che anima la coalizione dall’indomani della rielezione di Mattarella al Quirinale. E lo fa nella consapevolezza che vi è una compattezza politica d riconquistare ed un elettorato disorientato da tranquillizzare.

Nessuna delusione per la mancata candidatura al Colle

È il motivo per cui sprona gli alleati a guardare avanti. «Bisogna pensare al 2023, quando la maggioranza degli italiani si esprimerà, ne sono certo, per un centrodestra di governo», esorta Berlusconi. «Nel frattempo – aggiunge – bisogna però consolidare il buon lavoro del governo Draghi». Infine, un commento sulla recente partita del Quirinale. «Sono stato il primo – rivela – a chiamare Mattarella per chiedergli di accettare un nuovo mandato che fosse di garanzia per tutti». Quanto alla sua candidatura al Colle, nega di essere rimasto «deluso». Anche perché, ricorda, a candidarlo erano stati i leader del centrodestra, oltre a tanti cittadini. «È stata una prova di affetto e di stima – sottolinea – che mi ha emozionato e commosso».

 

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