Roberto F, docufilm in cui Formigoni si racconta con coraggio e verità. E replica ai giacobini di Travaglio

sabato 19 Febbraio 14:04 - di Bianca Conte
Formigoni

Il suo ritorno, (virtuale al momento) Roberto Formigoni lo affida a un documentario. L’ex presidente della Lombardia, già senatore, attualmente ai domiciliari a seguito della condanna per corruzione a 5 anni e 10 mesi nell’ambito del processo Maugeri-San Raffaele, è il protagonista di Roberto F: un docu-film scritto e raccontato da Pino Farinotti. Per la regia di Nicola Tonani. E che sarà presentato il 2 marzo prossimo alla Cineteca di Milano. Un ritorno in scena, più che in campo, con cui Formigoni – sollecitato dagli amici che hanno realizzato con lui il progetto – punta a raccontare in prima persona il suo operato in veste di governatore e la vicenda processuale che ha coinvolto. Ma assicura subito:  critiche al film non ne teme…

Formigoni, «un docu-film su di me per raccontare un pezzo di storia della Lombardia»

«È stata un’idea del professor Farinotti – spiega allora Formigoni all’Adnkronos –. Ci conosciamo da tempo e ha sempre detto “perché non facciamo un docu-film che racconti la tua vicenda? Tutto quello che hai fatto e costruito in Lombardia in questi 20 anni e che torna ad essere apprezzato da moltissimi?”». Certo, aggiunge poi a stretto giro l’ex governatore lombardo, «ci sarà certamente qualcuno dei soliti estremisti. Ma ormai sono ridotti allo 0,5%». Del resto, rilancia il protagonista di Roberto F, oggi rispetto all’uomo politico che è stato «non ho cambiato mezza idea e mezza convinzione». Dunque, tanto vale ripercorrere le orme del passato e raccontarle in un documentario che, tra punti di vista e «testimonianze di alcuni illustri protagonisti della società milanese negli anni del mio governo di Regione Lombardia», anticipa lo stesso Formigoni, ricostruisca contesto e protagonisti di quel periodo.

«Non temo critiche. Sulla politica? Non ho cambiato idea»

Così, grazie all’input di Farinotti e Tonani. E con l’ausilio di Gabriele Albertini, Paolo del Debbio, Vittorio Feltri, Piero Sansonetti e Francesco Alberoni, «Roberto F ricostruisce un pezzo di storia della Lombardia – sottolinea l’ex governatore, per 18 anni alla guida del Pirellone –. Raccontata tramite alcuni dei suoi protagonisti. Con i personaggi che compaiono che sono di destra, sinistra e centro. E ognuno dice la sua sul periodo». E comunque, ribadisce il politico di lungo corso, «alle critiche che potrebbero arrivare, sono preparato. Non mi aspetto reazioni ragionevoli, neppure dai partiti d’opposizione – spiega –. Ma certamente qualcuno che passa tutta la giornata sulla tastiera a insultare chiunque ci sarà indubbiamente».

Formigoni replica al “Fatto Quotidiano”

Del resto, c’è chi, come Il Fatto Quotidiano, ha già bollato i film come «un atto di riabilitazione che sfocia nell’apologia», riferisce a riguardo l’Adnkronos. Una stoccata a cui Formigoni replica seccamente: «Ma se non l’hanno neanche vistoIl Fatto Quotidiano parla come sempre di ciò che non sa e non conosce, pur di attaccare. Vengano il 2 marzo a vederlo: poi giudicheranno un’opera di un’ora. E se la prenderanno con il regista e con chi ha rilasciato testimonianze su Formigoni. Io compaio abbastanza poco, raccontando alcune delle realizzazioni fatte che sono incontrovertibili, perché sono rimaste come fatti. Fatti costruiti e non distrutti da nessuno»…

«Oggi, in veste di “coach” della politica mi sento a mio agio»

Fatti che oggi guarda a distanza, come frutto di un impegno politico concluso idealmente il 14 marzo 2018 quando Formigoni, lasciando il Senato, annuncia che non si sarebbe ricandidato. E dopo 36 anni nelle nelle istituzioni, tra parlamento europeo, Senato, Camera e Regione. «Mi sembrava giusto lasciare spazio ai più giovani. Ma ho detto che avrei comunque continuato a occuparmi di politica scegliendo il ruolo di “coach”. Di insegnante. Di suscitatore di vocazioni politiche». Un ruolo che soddisfa la sua ispirazione politica e che, confida Formigoni stesso in conclusione, lo fa sentire «a suo agio»…

 

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