Formigoni assolto, su richiesta del pm: nessuna tangente per le forniture oncologiche

martedì 14 luglio 17:17 - di Roberto Frulli

Roberto Formigoni è stato assolto oggi dall’accusa di corruzione in relazione alle presunte tangenti sotto forma di varie utilità fra cui alcuni viaggi che sarebbero circolate su alcuni appalti in ambito sanitario nel 2011.

L‘ex-presidente della Regione Lombardia era accusato di corruzione nell’ambito della fornitura da parte della società Hermex di due acceleratori lineari per terapie oncologicheVero‘ all’ospedale di Cremona e all’Istituto dei Tumori. Ma quest’ultina fornitura non era poi andata in porto.

Oggi l’assoluzione di Formigoni da parte del Tribunale di Cremona, come precedentemente chiesto dalla Procura.

Assolti anche gli altri due imputati, l’ex-direttore generale della Sanità lombarda, Carlo Lucchina, accusato d’abuso d’ufficio, e Simona Mariani, ex-dg dell’ospedale di Cremona, accusata di corruzione insieme a Formigoni.

Era stato lo stesso pm di Cremona, Francesco Messina, come detto, a richiedere l’assoluzione per l’expresidente della Regione Lombardia.

La questione ruotava attorno al prezzo del macchinario oncologico costato 8 milioni di euro contro i 6 milioni di euro pagati per lo stesso acceleratore lineare dall’ospedale Sant’Anna di Como.

In quei due milioni di euro in più, secondo l’ipotesi accusatoria, si sarebbe nascosta una tangente pagata sotto forma di viaggi, cibo e altro.

E, in effetti, il proprietario della Hermex Giuseppe Lo Presti che aveva fatto la fornitura del macchinario, sosteneva di aver versato una tangente da 427 mila euro all’ex-consigliere regionale Massimo Gianluca Guarischi. Che è amico di Formigoni già condannato in via definitiva a 5 anni per corruzione.

Ma, secondo il pm, in realtà la cifra pagata per il macchinario oncologico era assolutamente nella norma stante il fatto che l’ospedale di Como era stato il primo ad acquistarla e, quindi, aveva effettivamente ottenuto un prezzo di favore di 6 milioni di euro, due in meno rispetto al prezzo pagato dall’ospedale di Cremona.

A questo si è poi aggiunto il fatto che il pm di Cremona ha ritenuto che l’affidamento era stato fatto in maniera regolare.

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