Omicidio Ilenia Fabbri: il marito-mandante e il sicario a pagamento condannati all’ergastolo

lunedì 28 Febbraio 20:16 - di Greta Paolucci
Omicidio Ilenia

A poco più di un anno dall’efferato omicidio di Ilenia Fabbri, la 46enne trovata sgozzata nella sua abitazione di Faenza, nel Ravennate, per i due responsabili del delitto – mandante e sicario – la Corte d’Assise di Ravenna ha messo oggi la sentenza del processo di I grado: ergastolo. Fine pena mai per i due imputati: l’ex marito della donna, accusato di essere il committente del delitto, Claudio Nanni. E Pierluigi Barbieri, che ha confessato di essere l’esecutore materiale dell’omicidio. Per entrambi, inoltre, il tribunale ha disposto l’interdizione perpetua dai pubblici uffici e l’interdizione legale. La Corte ha infine deciso un risarcimento di due milioni di euro alla figlia della coppia, Arianna, che si era costituita parte civile. Demandando ad apposita sede invece il risarcimento per le altre parti civili.

Omicidio Ilenia Fabbri, le condanne: ergastolo per i due imputati

Dunque, alla fine i giudici togati e popolari della Corte d’Assise, presieduti dal giudice Michele Leoni, affiancato dalla collega Antonella Guidomei, hanno accolto la richiesta del pubblico ministero Angela Scorza e del procuratore capo Daniele Barberini di condannare entrambi gli imputati all’ergastolo. Così, riferisce Ravenna Today dando conto del verdetto di oggi, «Barbieri ha ascoltato il presidente pronunciare la condanna a vita in piedi. Nanni seduto con la testa tra le mani e lo sguardo rivolto verso il basso».

L’ex marito, il mandante. Il sicario l’esecutore materiale del delitto

Un caso che ha scioccato l’opinione pubblica e le tv hanno sviscerato in ogni minimo, macabro dettaglio. Con protagonisti, modalità, movente: ogni singolo aspetto di quell’atroce delitto avvenuto il 6 febbraio 2021, è stato passato al setaccio dall’occhio vigile e indiscreto delle telecamere. Con l’opinione pubblica a chiedersi se si trattasse, ancora una volta, di un omicidio maturato in famiglia: La pista del femminicidio, del resto, si fa strada da subito tra gli inquirenti che, si dalle prime batture, sembrano propensi a vagliare la pista dell’omicidio su commissione.

Omicidio Ilenia Fabbri, le tappe dell’inchiesta

Un’ipotesi investigativa che prenderà corpo ad ogni nuova acquisizione d’indagine. Ad ogni perquisizione. Ad ogni riscontro investigativo e scientifico. A partire dal fatto che nell’abitazione dove la vittima viveva, e che è anche la scena del crimine, gli inquirenti al lavoro sul caso non trovano segni di effrazione. Così come non rilevano impronte dell’assassino che, come si scoprirà poi, entrato in casa con una copia delle chiavi, mentre all’interno si trovavano Ilenia e un’amica della figlia. La quale, da dietro una porta, vive in diretta, terrorizzata, quei terribili istanti del delitto.

Un omicidio efferato motivato dall’astio…

L’aggressione iniziata ai piani superiori della casa. Ilenia che fugge per le scale verso la cucina. Le ultime parole della donna rivolte al killer che non conosce: chi sei? cosa vuoi da me? Poi più niente. Il silenzio che alla ragazza barricata nella camera di sopra, suona come un tragico presagio: Ilenia è morta. A ucciderla, un taglio praticato da tergo alla parte sinistra del collo che ha reciso vene e arteria. A individuare il sicario le immagini di una telecamera di videosorveglianza che lo immortalano nei pressi della scena del crimine negli istanti precedenti il delitto. Un omicidio che al movente economico – l’uomo non voleva ottemperare alle richieste economiche della ex moglie, con cui era in causa – ha aggiunto la motivazione dell’astio. Contro cui nulla ha potuto neppure l’amore per la figlia, a cui il padre ha ucciso la giovane mamma…

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