No vax Djokovic agli Internazionali di Roma, l’ira dei virologi: “Italia ventre molle, gli unici a farlo giocare”

sabato 19 Febbraio 13:20 - di Marta Lima

Sul tennista No Vax l’ira funesta dei virologi italiani. “Ritengo sia inaccettabile” la partecipazione di Novak Djokovic agli Internazionali di tennis in Italia, perché “il nostro Paese cos’è? Il ventre molle che dice ‘prego accomodati’? Non va bene. Dopodiché, se si vuole riconsiderare la possibilità di dare deroghe a quelli che hanno anticorpi anti-Covid acquisiti per qualsiasi motivo è un altro discorso, ma in linea di principio, e finché questo non viene codificato per tutti e non solo per il signor Djokovic, le regole di salute pubblica vanno rispettate”, attacca all’Adnkronos Salute Massimo Galli, già direttore di Malattie infettive all’ospedale Sacco di Miliano, tornando sul caso del tennista serbo, che ha aperto non poche polemiche, e non solo nel mondo dello sport.

Ieri la sottosegretaria allo Sport, Valentina Vezzali, aveva chiarito che nessun impedimento sarebbe stato posto alla partecipazione di Novak Djokovic: “Per lui valgono le normative in vigore nel nostro Paese che prevedono che per giocare all’aperto in uno sport non di contatto individuale non è richiesto il green pass rafforzato“.

I virologi italiani contro Djokovic agli Internazionali di Roma

“Credo che, al di là dei cavilli italiani” per cui il Super Green pass è richiesto per gli sport al chiuso e per quelli all’aperto solo se di squadra e di contatto, “sullo sport bisognerebbe avere una regola europea unica”, è il parere di Maria Rita Gismondo, direttrice del Laboratorio di microbiologia clinica, virologia e diagnostica delle bioemergenze dell’ospedale Sacco di Milano, commenta all’Adnkronos Salute il ‘caso Djokovic’ e le polemiche sulla possibilità che il campione serbo contrario alla vaccinazione anti-Covid – e per questo non in regola con i requisiti richiesti per l’ammissione a tornei di altri Paesi – venga ammesso agli Internazionali di tennis di Roma.

“Mi sembra veramente un assurdo – sottolinea l’esperta – il fatto che lui non si sia vaccinato e che gli diamo la possibilità di giocare, mentre dei bambini non vaccinati non possono andare in palestra a svolgere un’attività che per loro significa salute fisica e psichica. Quindi assolutamente gli negherei gli Internazionali”.  

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