L’amarezza di Barbaro (Asi): “Nel discorso di Mattarella due grandi assenti, Sport e Terzo settore”

venerdì 4 Febbraio 14:38 - di Gabriele Alberti
barbaro Mattarella

“Un discorso con lungo elenco di temi e due grandi assenti: Sport e Terzo settore”. Il senatore di FdI e presidente dell’Asi, Claudio Barbaro, va in controtendenza sul discorso lungamente applaudito del Capo dello Stato. E sottolinea due aspetti delicati spariti dai radar in singolare continuità con l’azione di governo. “È stato questo un anno in cui lo Sport ha conquistato importanti risultati internazionali a livello di vertice- accende i riflettori il parlamentare di FdI – :  da Jacobs e le vittorie olimpiche all’Europeo di Calcio; da Sofia Goggia e i trionfi del Circo Bianco all’epica vittoria di Sonny Colbrelli alla Parigi-Roubaix, la regina delle classiche. E anche il primo italiano in finale a Wimbledon”.

Barbaro (Asi): Due lacune nel discorso di Mattarella

Se il 2021 è stato un anno da da incorniciare sotto il profilo delle peformance dei nostri campioni che hanno dato il meglio di loro stessi; lo stesso non si può dire per il governo che ha laciato il settore da solo a fare i conti con le difficoltà di un anno “in cui lo sport ha vissuto momenti difficilissimi per quanto riguarda la sua base-  ricorda Barbaro- : a causa di una pandemia che ha piegato strutture e operatori e allontanato tanti italiani dalla pratica sportiva. Ebbene, in una stagione, di luci e ombre che, sicuramente passerà alla storia, il nostro Presidente non ha pensato di spendere una parola per lo Sport e così anche per il Terzo Settore”. Peccato, due lacune, due aspetti che avrebbero meritato una parola. Soprattutto per la valenza sociale che lo sport e le associazioni rivestono. E pure proprio sull’emergenza sociale il riconfermato presidente a lungo si è soffermato. In un discorso che FdI ha apprezzato per alcuni aspetti toccati.

Barbaro: Sport e Terzo settore dimenticati da Mattarella come da Draghi

Conclude amaro Barbaro: “Non ci stupiscono queste grandi assenze alla luce delle politiche governative di questi ultimi anni; della mancanza di una reale volontà di mettere lo sport al centro di una rivoluzione culturale”. Prova ne sono i ritardi e le decisioni dell’esecutivo che stanno affossando il settore. In una parola, il governo Draghi proprio “non vede” lo sport come motore di aggregazione e rilancio sociale ed economico.  “Ne sono recenti esempi la rinuncia a finanziare l’attività motoria nelle scuole, i ritardi nell’approvazione dei progetti di riforma; e quelle scelte governative frammentate e inadeguate che non stanno sostenendo pienamente un comparto in grave difficoltà”. Per chi lavora e si prodiga nel settore è un momento di grande amarezza.

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