Draghi promette: stop allo stato d’emergenza il 31 marzo. Via le zone a colori, scuole aperte per tutti

mercoledì 23 Febbraio 18:31 - di Angelica Orlandi
Draghi

Arriva la conferma ufficiale. “Il Governo è consapevole del fatto che la solidità della ripresa dipende prima di tutto dalla capacità di superare le emergenze del momento. La situazione epidemiologica è in forte miglioramento, grazie al successo della campagna vaccinale. E ci offre margini per rimuovere le restrizioni residue alla vita di cittadini e imprese. Voglio annunciare che è intenzione del Governo non prorogare lo stato d’emergenza oltre il 31 marzo“. L’annuncio, tanto atteso, arriva dal premier Mario Draghi a Firenze, nell’incontro con le autorità e il tessuto imprenditoriale fiorentino al Teatro del Maggio Musicale. Un discorso “ecumenico” quello del premier, che va dalle tensioni nell’Est d’Europa all’economia, alla pandemia, al caro bollette.

Draghi: “fine graduale al certificato verde rafforzato”

Dal primo aprile, ha aggiunto il premier,  “non sarà più in vigore il sistema delle zone colorate. Le scuole resteranno sempre aperte per tutti: saranno infatti eliminate le quarantene da contatto. Cesserà ovunque l’obbligo delle mascherine all’aperto, e quello delle mascherine FFP2 in classe. Metteremo gradualmente fine all’obbligo di utilizzo del certificato verde rafforzato, a partire dalle attività all’aperto: tra cui fiere, sport, feste e spettacoli. Continueremo a monitorare con attenzione la situazione pandemica, pronti a intervenire in caso di recrudescenze. Ma il nostro obiettivo è riaprire del tutto, al più presto”. Le sue parole sembrerebbero prefigurare una svolta nell’approccio restrittivo fin qui tenuto.

Draghi: “La crescita dipende dall’attuazione delle riforme giuste”

Poi le promesse in materia economica: “L’Italia è in ripresa, ma il Governo intende continuare ad aiutare chi è in difficoltà”. Ha assicurato inoltre che gli aiuti sono arrivati “per il settore del turismo, colpito duramente dalla pandemia. Nel più recente decreto ristori – rivendica – stanziamo altri 100 milioni per il Fondo Unico Nazionale del Turismo: che si aggiungono ai 120 milioni stanziati con la Legge di Bilancio. Sempre nello stesso decreto, aiutiamo gli operatori del settore con la decontribuzione per i lavoratori stagionali e un credito d’imposta per gli affitti di immobili”.

Caro bollette: “Le luci spente sui monumenti non hanno lasciato insensibile il governo”

Ma è la stangata sulle bollette l’emergenza che sta funestando la vita degli italiani: “Oggi, la principale preoccupazione è l’aumento del prezzo dell’energia. Il Governo è intervenuto più volte per aiutare imprese e famiglie – soprattutto le più povere –; e per trovare soluzioni strutturali perché questo problema non si riproponga in futuro”. Draghi rivendica che “La settimana scorsa abbiamo stanziato quasi 6 miliardi di euro; che si aggiungono agli oltre 10 che abbiamo già impiegato a partire dallo scorso anno. Incrementiamo la produzione nazionale di energia rinnovabile e di gas, che potrà essere venduto a prezzi più contenuti di quello importato. E aiutiamo le Regioni e i Comuni a sostenere i servizi di base, come l’illuminazione pubblica”. Il governo non è indifferente, precisa il premier a Firenze: “Nelle scorse settimane, le città d’arte, tra cui Firenze, hanno spento le luci sui loro monumenti e sui loro luoghi simbolo. Il vostro gesto non è passato inosservato”.

“Pnrr opportunità storica”

Il Pnrr è l’obiettivo primario: “La crescita di lungo periodo del Paese dipende dalla nostra capacità di attuare oggi le giuste riforme e gli investimenti necessari. Il Piano Nazionale di Ripresa e Resilienza è un’opportunità storica per affrontare i problemi che sono rimasti irrisolti per decenni: come la carenza di infrastrutture o le diseguaglianze generazionali e di genere. Dobbiamo attuare il Piano a stretto contatto con associazioni ed enti locali. Perché non esiste una sola ricetta per tutto il Paese. Ma dobbiamo adattarci alle esigenze e alle caratteristiche di ogni territorio”.

Commenti

Lascia un commento

Il tuo indirizzo email non sarà pubblicato. I campi obbligatori sono contrassegnati *