Cultura, Mattarella esalta la lingua italiana: «Ha un glorioso passato e un sicuro avvenire»

lunedì 21 Febbraio 11:48 - di Redazione
Mattarella

C’è solo da sperare che qualcuno non iscriva d’ufficio al club dei sovranisti anche il presidente Mattarella per l’impegno con cui sta difendendo la lingua italiana. Oggi ha fatto anche di più, parlando di idioma dal «glorioso passato» e dal «sicuro avvenire». Aggettivi e sostantivi forse persino roboanti per orecchi come i nostri abituati ormai a toni dimessi e rinunciatari ogni qualvolta si tratta di sottolineare una virtù nazionale. Ma tant’è: questa volta Mattarella non si è lasciato irretire dagli stilemi del politicamente corretto e ha esaltato come forse non avremmo mai sospetto la bellezza e il prestigio della nostra lingua.

In occasione di un evento dedicato al nostro idioma

Ad offrirgli l’occasione, l’evento sul tema “La lingua Madre – #Italiano Trapassato Futuro“, ai cui partecipanti ha fatto pervenire il presidenziale “buon lavoro”. «Desidero esprimere – vi si legge – il mio apprezzamento per l’iniziativa che si pone come un proficuo momento di confronto e di riflessione sulla lingua italiana nell’attuale scenario globale, caratterizzato dalla multiculturalità e dal crescente sviluppo di nuovi mezzi e forme di comunicazione. Ne è prova la presenza alla manifestazione di testimonianze provenienti da ambiti molto diversi tra loro: dal mondo accademico e della ricerca a quello della musica pop e del cinema, da quello istituzionale a quello del giornalismo, fino alla comunicazione dei blogger e degli youtuber».

Mattarella cita anche il ruolo degli italiano all’estero

Fin qui la descrizione del contesto. A seguire la parte “sovranista”. «Da qualunque prospettiva lo si guardi – prosegue infatti il messaggio di Mattarella -, parlare della lingua italiana significa parlare della nostra identità. Non a caso la definiamo lingua materna, lingua madre, perché costituisce fattore di coesione di un intero popolo. Ivi compresa la foltissima comunità di nostri connazionali all’estero, nonché formidabile strumento di diffusione della nostra cultura». E quindi il gran finale: «L’italiano è una lingua viva, ha un glorioso passato ma anche un sicuro avvenire, capace come è di adattarsi al momento storico e di esprimere pienamente i sentimenti degli uomini, di ieri e di oggi».

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