Lingua italiana, Rampelli: “Basta oltraggi con i forestierismi. Noi da soli a difenderla in questi anni”

lunedì 29 Novembre 15:49 - di Gabriele Alberti
Lingua italiana Rampelli

La difesa della lingua italiana è sempre stata una battaglia solitaria della destra italiana. Fabio Rampelli tiene a rivendicarlo proprio  in una giornata in cui presidente Mattarella e il premier Draghi alla Farnesina gli Stati Generali della Lingua e della Creatività italiane nel mondoconvergono nel promuovano  una campagna contro l’utilizzo di termini stranieri nella nostra lingua. Il vicepresidente della Camera ricorda le tappe di un impegno che si è rinovato ad ogni passaggio politico.

Lingua italiana, Rampelli: “Noi da soli a difenderla in questi decenni”

Eravamo da soli a difendere la lingua italiana in questi ultimi decenni. Sicuramente lo siamo stati quando abbiamo chiesto la costituzionalizzione dell’italiano. Proposta presentata a ogni legislatura e a ogni progetto di riforma costituzionale governativa. Come vicepresidente della Camera – ricorda Fabio Rampelli – ho chiesto agli uffici, che ringrazio e con i quali mi scuso per l’insistenza, di eliminare ogni termine straniero nei nostri documenti, testi per l’aula e per le commissioni. Chiedo analogamente al Governo di fare altrettanto: vista la produzione imbarazzante negli scorsi anni di leggi contenenti perfino nel titolo parole straniere: come Jobs Act, o con sezioni come volontary disclusure, bail in, bail out, smart working. Tendenza esterofila che non si è tuttora fermata – fa presente Rampeli- : come si può constate per il DDL Family Act presentato da Palazzo Chigi e licenziato la settimana scorsa dalla Camera.

Rampelli: Lingua italiana in costituzione

“Il presidente Mattarella e il presidente Draghi promuovano dunque una campagna contro l’utilizzo di termini stranieri nella nostra lingua; e coinvolgano in questa iniziativa le rispettive strutture afferenti per evitare che tutto sia ridotto a piccola propaganda”. Dunque, un’altra proposta per avvalorare il significato culturale: “Chiedo, con l’occasione dei 700 anni dalla morte di Dante Alighieri, padre del nostro idioma, che venga calendarizzata la proposta di legge per l’introduzione della lingua italiana in costituzione”.

Quando tuonò: “Siamo nel Parlamento italiano”

Rampelli nel suo ruolo istituzionale di presidente della Camera è sempre stato rigoroso sull’uso dell’italiano. Ricordiamo – tra i vari episodi – quando richiamò il deputato grillino Francesco Silvestri. Il quale in un’interrogazione sul gioco d’azzardo usò termini inglesi che potevano agevolmente essere sostituiti con termini italiani. “Siamo nel Parlamento italiano”, tuonò Rampelli, prendendosi gli applausi dell’aula. “Faccio presente che le sedute del Parlamento sono pubbliche; e tutti i cittadini italiani, anche i più anziani o i meno istruiti, hanno il diritto di comprendere almeno gli atti ufficiali delle istituzioni pubbliche».

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