Cristicchi torna in scena con “Esodo”: l’omaggio al dramma delle foibe che scatenò l’ira della sinistra

10 Feb 2022 13:32 - di Lara Rastellino
Cristicchi

Simone Cristicchi torna a squarciare il silenzio provando ad abbattere con l’arma della cultura il muro negazionista eretto a sinistra introno alla tragedia delle foibe. Un muro che, mattone dopo mattone, scuola dopo scuola, libro dopo libro e convegno dopo convegno, ha ingiustamente fatto ombra e relegato in un colpevole silenzio la morte, il sangue, il dolore e i sacrifici, dei nostri connazionali vittime dei partigiani titini, uccisi nelle cavità carsiche o costretti all’esilio. Uno scempio a cui il Giorno del ricordo riconosce un doveroso tributo dal valore storico e politico. E a cui il cantautore in scena in questi giorni con Esodo – un successo costante da 7 anni, che ha resistito a contestazioni e provocazioni – dedica il suo, personale omaggio sul palco.

Cristicchi torna in scena con “Esodo”: il ricordo teatrale in omaggio alla tragedia delle foibe

«Purtroppo su certi argomenti non può esistere una memoria condivisa. Perché ognuno ritiene che il proprio dolore sia unico e diverso. Quello che potrebbe aiutare sarebbe andare oltre l’ideologia», commenta all’Adnkronos il cantautore e autore teatrale Simone Cristicchi, a proposito delle polemiche sulle foibe, che tornano puntuali ogni anno in occasione della celebrazione del Giorno del Ricordo. Lui, che per aver dedicato attenzione drammaturgica e omaggi sul palcoscenico alla tragedia delle foibe, ha pagato lo scotto di finire nel mirino di negazionisti e integralisti di sinistra.

Da 7 anni un successo al di là di ogni aspettativa: 200 repliche e oltre 100.000 spettatori

Molti ricorderanno, infatti, che Cristicchi – vincitore del Sanremo 2007 – anni addietro era finito al centro di violentissime polemiche per via del suo spettacolo teatrale Magazzino 18 (con tanto di minaccia dell’Anpi di ritirare la tessera onoraria che gli aveva donato) e che prendeva il nome dell’area del porto vecchio di Trieste da cui i nostri connazionali furono costretti a partire. Lasciando una vita, una casa, gli affetti e tutte le loro cose, dopo la sconfitta della seconda guerra mondiale. Lo spettacolo, però, a dispetto delle recriminazioni ideologiche e delle “punizioni” inferte all’artista, ebbe un successo al di là di ogni aspettativa: 200 repliche e oltre 100.000 spettatori.

Con Cristicchi torna sotto i riflettori un viaggio nella memoria a lungo rinnegato

Ma già portare sotto i riflettori un viaggio nella memoria a lungo rinnegato. E il dramma degli esuli istriani ostentatamente taciuto. Parlare di foibe su una ribalta. Soffermarsi a riflettere sulle sofferenze e sul martirio dei nostri connazionali in fuga, ha rappresentato il raggiungimento di un grande traguardo. Così, dopo quell’esperienza, Cristicchi non si è arreso. E da ben 7 anni porta sul palcoscenico Esodo (in questi giorni sarà a Carpi, Asola, Piombino, Matelica e Terni), lo spettacolo teatrale dedicato proprio al dramma delle foibe.

Il dramma forsennatamente taciuto degli esuli

«Andare oltre le divisioni ideologiche è il tentativo che faccio in Esodo, lo spettacolo che porto in giro ormai da sette anni, dove cerco di capire cosa sia lo sradicamento, il perdere tutto, che è quello che hanno vissuto gli esuli istriani. Ed è lo stesso perdere tutto che racconta Primo Levi a proposito del campo di concentramento», sottolinea Cristicchi. «Io cerco appunto di andare oltre le ideologie. Non punto il dito né contro dittatura comunista, né contro Mussolini. Ma contro il silenzio», dice l’artista.

«Felice di colmare un vuoto e di riuscire ad arginare le contestazioni di estremisti di sinistra subite nei primi 3 anni»

«Questo spettacolo è diventato un piccolo caso per il teatro italiano, con un interesse e un successo crescente in questi anni. C’è grande voglia di conoscere questa storia. Mi far piacere di essere riuscito in qualche modo a colmare un vuoto e ricevo continuamente messaggi di spettatori che mi ringraziano. I primi tre anni ho subito le contestazioni di estremisti di sinistra. E ringrazio le forze dell’ordine che hanno presidiato gli spettacoli, facendo sentire tutti al sicuro. Poi alla fine il successo dello spettacolo ha sepolto le polemiche», conclude Cristicchi. artista onesto e coraggioso. E soprattutto, libero nella scelta di raccontare.

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