Foibe, il Giorno del Ricordo tra dolore e rabbia: «Quegli italiani massacrati, fu pulizia etnica»

mercoledì 10 Febbraio 9:21 - di Bianca Conte
Foibe Giorno del ricordo

Foibe, il Giorno del Ricordo tra dolore e rabbia. Anche la celebrazione in memoria di quel massacro si piega alla difficile realtà nazionale. La pandemia, da un lato. E la costruzione del nuovo esecutivo, che blocca nella capitale gli esponenti della politica nazionale, impongono una celebrazione “a distanza” della drammatica ricorrenza. E allora, uno su tutti: a Bassovizza, luogo simbolo della giornata intestata alla memoria di pagine di storia troppo a lungo, e ancora troppo spesso, dimenticate o rinnegate, non ci sarà una cerimonia pubblica. Nessuna presenza istituzionale sulle alture che attorniano Trieste. Nessuna commemorazione intorno alla “foiba” di Basovizza al monumento eretto a ricordo di tutte le vittime di quelle stragi. Nessun volto lì, dove i partigiani jugoslavi gettarono un numero imprecisato di persone, nel periodo dell’occupazione jugoslava di Trieste.

Foibe, Il Giorno del Ricordo: tra le pagine della storia rimossa e rinnegata

In compenso, Raiplay proporrà in diversi momenti della giornata, lo speciale “Il ricordo delle Foibe” e i contenuti learning raccolti nella collezione “Il giorno del ricordo”. Materiali d’archivio, testimonianze e reportage delle Teche. Contenuti disponibili nell’antologia Il ricordo delle Foibe: titolo emblematico mirato proprio a mantenere viva la memoria su una delle pagine più dolorose della storia d’Italia. Uno speciale che racconta non solo la tragedia di tutti coloro che morirono in condizioni atroci nelle Foibe. Ma anche le sofferenze di quanti si videro costretti ad abbandonare per sempre le loro case in Istria e in Dalmazia. Avvenimenti drammatici che sono parte integrante della nostra vicenda nazionale. E che restano radicati nella memoria. Anche in un Paese come il nostro, che ha a lungo rimosso quelle colpe e quei lutti.

Sylos Labini: «Sulle foibe, una cortina di omertà dolorosa e vergognosa»

Ricordo, memoria: parole chiave che dovrebbero fungere da monito per la riscoperta di pagine di storia dimenticate o opportunamente occultate. Restituendo a esse la corretta chiave di lettura educativa contro ogni negazionismo o tendenza alle interpretazioni distorte e contestualizzate. Una battaglia storica. Civile e morale, in difesa del nostro passato. E a tributo del sacrificio di tutti quegli italiani massacrati e dimenticati e per il riconoscimento di quelle tragiche pagine di guerra civile su cui, rileva all’Adnkronos il regista e attore Edoardo Sylos Labini, «la sinistra ha gettato fumo negli occhi». «In Italia la sinistra ha gestito per decenni la comunicazione quasi fosse una sorta di regime. Alcune cose non si potevano dire».

«La sinistra non ha fatto altro che gettare fumo negli occhi»

E ancora. «Sulle foibe c’è stata una cortina di omertà dolorosa e vergognosa. Un grande senso di colpa, il loro, di non voler raccontare questa pagina tragica della storia italiana», dichiara il cineasta che nel 2018 ha lanciato il movimento Culturaidentità, in merito alla Giornata del Ricordo, per non dimenticare i massacri delle foibe, l’esodo giuliano-dalmata. Aggiungendo in calce: «Purtroppo la storia la scrivono i vincitori. E la sinistra non ha mai fatto realmente un mea culpa sulla foibe. Lo ripeto, il monopolio della sinistra, il suo strapotere sulla comunicazione, è sotto gli occhi di tutti. Pagine tragiche le foibe – conclude quindi sylos Labini – pagine tragiche di guerra civile. E la sinistra non ha fatto altro che gettare fumo negli occhi».

Giordano Bruno Guerri: «Una pulizia etnica sugli italiani in quanto italiani»

Parole a cui fanno eco quelle di Giordano Bruno Guerri che, a sua volta, torna a parlare di «una pulizia etnica vera e propria occultata troppo a lungo». Un orrore che ha travolto «gli italiani proprio in quanto italiani, e non per motivi politici». Un dolore «terribile» su cui è calato l’onta del negazionismo e la vergogna del silenzio. Un dramma che si rinnova nel Giorno del Ricordo, in occasione del quale Giordano Bruno Guerri, presidente della Fondazione Il Vittoriale degli Italiani, torna a denunciare colpe e silenzi complici. «Le foibe sono state una cosa terribile che si tenuta occultata troppo a lungo. E delle quali è giusto che si parli», ha dichiarato all’Adnkronos lo storico, saggista, giornalista e accademico italiano. «Fu una pulizia etnica vera e propria come ne se avvenute tante nel mondo durante la Seconda Guerra Mondiale».

«Non c’erano motivi politici: le vittime delle foibe non erano oppositori»

«Un fatto», prosegue, «che ci tocca particolarmente perché riguardava italiani, proprio in quanto italiani. E non per motivi politici. Le vittime – sottolinea infatti Giordano Bruno Guerri – non c’entravano nulla. Non erano oppositori o altro. Avrebbero potuto diventarlo, e in quanto tali, vennero eliminati in un modo particolarmente crudele. Perché spesso li buttavano giù vivi o moribondi, solo per risparmiare il colpo di pistola». Guerri ricorda infine che, un anno fa, al Vittoriale degli Italiani, «abbiamo sepolto il sindaco di Fiume, il senatore Gigante, che è stato fucilato e buttato in una foiba nel 1945. Ho voluto onorare in questo modo il ricordo di tutti quelli che hanno condiviso quel destino». Un destino tragico che ha segnato in maniera indelebile confine orientale italiano col sangue delle vittime delle foibe. E col dolore dell’esodo dalle loro terre degli istriani, fiumani e dalmati, nel secondo dopoguerra.

 

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