Balneari, Meloni: «Vedremo chi difende le imprese italiane e chi le vuole svendere»

sabato 12 Febbraio 8:24 - di Viola Longo
balneari

Sul tavolo c’è, prima di tutto, il futuro di 30mila micro e piccole imprese italiane. Ma la questione dei balneari, messi a rischio dall’applicazione della direttiva Bolkestein, promette di essere anche il momento della verità su quali siano gli interessi che il governo e la maggioranza intendono tutelare. Il banco di prova arriverà la prossima settimana, quando alla Camera arriverà in discussione la mozione di FdI a tutela di questo comparto dell’economia italiana e «vedremo in maniera chiara e definitiva – ha chiarito Giorgia Meloni – chi sta dalla parte di imprese e lavoratori italiani e chi invece vuole regalare questo patrimonio del nostro turismo agli appetiti di multinazionali e grandi gruppi stranieri».

Meloni: «Ecco le priorità del governo…»

«L’Italia vive una situazione economica drammatica con il caro bollette, il crollo della produzione industriale e le previsioni negative sul Pil, ma il presidente del Consiglio Draghi e il suo governo sembrano avere altre priorità, come mettere subito all’asta le concessioni balneari e pregiudicare il futuro di 30mila imprese, in gran parte a conduzione familiare», ha sottolineato la leader di FdI, mentre dall’esecutivo sono arrivati segnali sulla volontà di procedere nella direzione dei desiderata europei. «D’altronde – ha ricordato Meloni – “ce lo chiede l’Europa”, Gentiloni in primis, e lo sostengono a gran voce alcuni partiti di governo, Pd e Cinquestelle in testa».

«Vedremo chi sta con le aziende italiane e chi vuole regalarle alle multinazionali»

FdI, invece, «sostiene da sempre l’esclusione dei balneari, come degli ambulanti, dalla direttiva Bolkestein. Per questo la prossima settimana verrà discussa la nostra mozione: quel giorno alla Camera vedremo in maniera chiara e definitiva chi sta dalla parte di imprese e lavoratori italiani e chi invece vuole regalare questo patrimonio del nostro turismo agli appetiti di multinazionali e grandi gruppi stranieri».

I balneari lanciano l’allarme sulle «operazioni predatorie»

Proprio le parole di Gentiloni, di fatto un diktat secondo il quale «le concessioni si devono riassegnare tramite gara», hanno generato grande preoccupazione nel comparto. Sia la Cna Balneari, sia Assobalneari, infatti, hanno sottolineato che l’apertura dei badi di gara metterebbe in competizione l’imprenditoria italiana del settore, di tipo familiare, con «operazioni predatorie» da parte di grandi gruppi esteri, con l’inevitabile risultato di veder soccombere le prime. Un grido d’allarme condiviso da FdI, che da anni ormai si batte perché questo scenario non si verifichi. E che ora, con la propria mozione, punta a portare allo scoperto chi invece agisce in senso contrario.

 

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