Concessioni balneari, maggioranza spaccata. Salvini: «Da Gentiloni un attacco all’Italia. Letta che dice?»

giovedì 10 Febbraio 16:26 - di Eugenio Battisti

Non proprio un difensore degli interessi nazionali. Anche sull’annosa questione delle concessioni balneari e delle spiagge italiane che rischiano la svendita sotto la regia di Bruxelles il commissario europeo Paolo Gentiloni non brilla per patriottismo.

Balneari, Gentiloni apre alle gare europee

“Non è che occorra rivedere molte norme”, dice Gentiloni nel corso di una conferenza stampa. Facendo imbufalire la Lega. “La soluzione che la Commissione indica da tempo è abbastanza semplice. Riassegnare tramite gare le concessioni esistenti. Facendolo in maniera da tenere conto degli investimenti fatti finora”. Semplice ma pericolosa per l’Italia che rischia di vedersi sottrarre migliaia di chilometri di spiagge dalla concorrenza dei paesi europei. Una deregulation che facilita la giungla e danneggia il passato. Le gare, pur tenendo degli investimenti pregressi, continua senza colpo ferire l’ex premier oggi commissario Ue, devono essere fatte “senza favorire soggetti rispetto ad altri. O un modello di gestione rispetto ad un altro. Un conto è tenere conto degli investimenti e delle ricadute sociali. Un altro conto è favorire questo o quel soggetto rispetto alla concorrenza”.

Salvini: indegna invasione di campo anti-italiana. E Letta?

Parole che rimbalzano a Roma e fanno sussultare Matteo Salvini. Che sulla direttiva europea è pronto a aprire un altro terreno di scontro nella maggioranza che sostiene il governo Draghi. “Indegna invasione di campo anti-italiana da parte di un commissario europeo nominato dall’Italia”, così il leader leghista che chiama in causa il Partito democratico. “Letta che dice? Il Pd che dice ai 30.000 imprenditori e ai 300.000 lavoratori che rischiano di perdere lavoro e anni di sacrifici? La Lega, i suoi ministri e i suoi parlamentari stanno lavorando per una soluzione che, nel rispetto delle regole, non permetta la svendita delle spiagge italiane”. Un chiaro messaggio a Gentiloni che, vestiti i panni austeri del commissario Ue, concorda con la soluzione comunitaria della deregulation che danneggia l’Italia.

Le concessioni nel mirino della Ue

Il sistema delle concessioni balneari italiane è da tempo nel mirino delle autorità Ue. Nel 2016 la Corte di Giustizia dell’Ue ha condannato l’Italia per il mancato rispetto delle norme sul mercato unico. Il 3 dicembre 2020 la Commissione ha  avviato un’altra procedura d’infrazione nei confronti dell’Italia. Nella Manovra 2022 il governo ha inserito un limite alle concessioni balneari. Anche sulla scorta della proroga solo fino a dicembre 2023 decisa dal Consiglio di Stato. Dal 1° gennaio 2024 tutte le concessioni in essere decadranno, dovranno essere ridiscusse e soprattutto “non ci sarà alcuna possibilità di proroga ulteriore”.

La liberalizzazione divide i partiti

La  prospettiva di una nuova fase di liberalizzazione del settore divide su due fronti opposti i partiti che sostengono il governo Draghi. Da una parte M5s e Pd che come gli ambientalisti plaudono alla ritrovata legalità e concorrenza. Dall’altra un fronte compatto di Lega, FI e FdI che insieme alle associazioni di categoria – 30mila aziende rappresentate, 800mila lavoratori e  un volume d’affari di 15 miliardi di euro all’anno – sono contrari a una sentenza ingiusta. Che rischia di gettare “il turismo balneare nel caos”.

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