L’affondo del Papa: «Paternità e maternità sono fondamentali. Oggi c’è chi preferisce cani e gatti ai figli»

mercoledì 5 Gennaio 11:31 - di Augusta Cesari
Papa Francesco

Oggi la gente non vuole avere figli, almeno uno. E tante coppie non vogliono. Ma hanno due cani, due gatti. Sì, cani e gatti occupano il posto dei figli”. Papa Francesco, parlando a braccio all’udienza generale, ha esordito in maniera irrituale per risvegliare le coscienze. Il suo intervento sul tema della paternità e della maternità è molto profondo e duro al tempo stesso. Il Papa dà nuovamente voce al suo dolore per l’inverno demografico. L’occasione per parlare con il cuore in mano è l’udienza generale con iil ciclo di catechesi su San Giuseppe. Bergoglio ha incentra la sua riflessione sul tema: ‘San Giuseppe, il padre putativo di Gesù’.

“Cani e gatti al posto dei figli: sì, fa ridere, ma è la realtà”

Focalizzando il discorso sull’abitudine che le famiglie molto spesso hanno di avere  animali e non figli, ha sottolineato: “Sì, fa ridere capisco, ma è la realtà e questo negare la maternità e la paternità ci diminuisce, ci toglie umanità. E così la civiltà diventa più vecchia e senza umanità, perché si perde la ricchezza della paternità e della maternità. Soffre la patria che non ha figli e come diceva uno un po’ umoristicamente: ‘adesso chi pagherà le tasse per la mia pensione che non ci sono figli?’. Rideva ma è la verità, ‘chi si farà carico di me ?’”.

Papa Francesco: “Paternità e maternità sono la pienezza della vita”

Il tema sta molto a cuore al Papa e questo suo approccio insolito fa breccia. Il suo è un appello accorato. Ha chiesto a San Giuseppe “la grazia di svegliare le coscienze e pensare a questo: avere figli: paternità e maternità è la pienezza della vita di una persona. Pensate a questo. E’ vero, c’è la paternità e la maternità spirituale per chi si consacra a Dio – ha proseguito il Pontefice-:  ma coloro che vivono nel mondo e si sposano pensino ad avere figli; a dare la vita perché saranno loro che vi chiuderanno gli occhi e anche se non potete avere figli pensate all’adozione. E’ un rischio, avere un figlio è sempre un rischio, sia naturale che di adozione: ma più rischioso è negare la paternità e maternità. A un uomo e una donna che non lo sviluppa manca qualcosa di importante”.

Adozioni, Papa Francesco: “Le istituzioni semplifichino l’iter”

Con poche, toccanti, parole, Papa Francesco tocca un nodo essenziale che moplto spesso frena il desiderio di diventare genitori. Quindi il monito è alle istituzioni: “Siano sempre pronte ad aiutare in questo senso, vigilando con serietà ma anche semplificando l’iter necessario. Perché possa realizzarsi il sogno di tanti piccoli che hanno bisogno di una famiglia, e di tanti sposi che desiderano donarsi nell’amore”. Il Papa in questo discorso accorato ha raccontato l’ aneddoto di un professionista che non aveva figli: “con la moglie aveva deciso di adottarne uno; quando è arrivato il momento gli hanno detto: ’Non sappiamo come andrà la salute, forse (il bambino) può avere qualche malattia e lui disse: ‘Se lei mi domandava questo prima di entrare avrei detto no, ma l’ho visto, me lo porto’. Questa è la voglia di essere padre e madre. Non abbiate paura di questo!”.

“L’adozione è tra le forme più alte d’amore”

Molto toccanti le parole sul valore delle persone che decidono di adottare un figlio: “E’ tra le forme più alte di amore. Non basta mettere al mondo un figlio per dire di esserne anche padri o madri. Padri non si nasce, lo si diventa. E non lo si diventa solo perché si mette al mondo un figlio, ma perché ci si prende responsabilmente cura di lui. Tutte le volte che qualcuno si assume la responsabilità della vita di un altro, in un certo senso esercita la paternità nei suoi confronti”. Papa Bergoglio ha aggiunto:  “Quanti bambini nel mondo aspettano che qualcuno si prenda cura di loro! E quanti coniugi desiderano essere padri e madri ma non riescono per motivi biologici; o, pur avendo già dei figli, vogliono condividere l’affetto familiare con chi ne è rimasto privo. Non bisogna avere paura di scegliere la via dell’adozione, di assumere il “rischio” dell’accoglienza”.

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