“Giustizia per Lavinia”. Bimba investita da un’auto all’interno dell’asilo, il processo è a rischio prescrizione

domenica 30 Gennaio 11:31 - di Penelope Corrado
Giustizia per Lavinia

“Giustizia per Lavinia”: da giorni l’appello corre sui social per una tragedia inaudita per la quale i responsabili rischiano di restare per sempre impuniti.  “Mia figlia è in stato neurovegetativo da tre anni, noi cerchiamo di mantenere una serenità familiare. Ma ora il processo rischia di andare in prescrizione. Noi vogliamo giustizia, cioè far sì che io un domani ai miei figli Edoardo, sei anni e Margherita, un anno e mezzo, possa raccontare perché la loro sorella è in stato vegetativo, perché è entrata sana all’asilo nido e ne è uscita quasi morta, perché non può giocare con loro e avere una vita normale”. Lo dice a ‘La Repubblica Massimo Montebove, papà di Lavinia, la bimba di 16 mesi, investita il 7 agosto 2018 nel parcheggio dell’asilo privato “La fattoria di mamma Cocca”, in via del Marco Finlandese, a Velletri. La piccola venne lasciata sola, con un’altra bambina nel parcheggio dell’asilo e fu investita da un’auto guidata dalla mamma di un altro bambino dell’asilo mentre gattonava nel piazzale.

Massimo e Lara chiedono giustizia per loro figlia Lavinia

Adesso il papà di Lavinia, Massimo Montebove, un dipendente pubblico 48enne e la mamma Lara Liotta, temono che la vicenda finisca prescrizione e chiedono quindi che sia fatta giustizia. “Per via del Covid, da aprile 2020 si è arrivati all’udienza preliminare, nella quale veniva disposto il rinvio a giudizio, solo il 19 ottobre 2020- si legge sul quotidiano – La prima udienza si sarebbe dovuta tenere il 1 aprile 2021”. “A causa della riassegnazione dei ruoli del tribunale, al giudice originariamente assegnatario del fascicolo è subentrata una sua collega e si è perso altro tempo”, spiega l’avvocato Cristina Spagnolo. Poi il Giudice ha disposto un breve rinvio, al 27 settembre.

La bimba in stato vegetativo per una distrazione di chi era all’asilo

La prima udienza ci sarà il 14 marzo. “Il processo prevede che vengano ascoltati una trentina di testimoni – afferma Montebove al quotidiano – Se si procede di questo passo è molto alta la probabilità che si sconfini nella prescrizione”. Montebove, sa bene che la maestra “al massimo potrebbe avere uno sbarramento per i concorsi pubblici o per entrare di ruolo – ripete – ma voglio giustizia”.

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