Fazzolari, modello Repubblicano di Salvini? L’ha copiato dalla Meloni che l’ha lanciato ad Atreju

31 Gen 2022 20:18 - di Redazione
Salvini

Fa discutere la proposta di Matteo Salvini di una «federazione di centrodestra delle forze che appoggiano il governo Draghi», sul modello Repubblicano americano. E mentre Forza Italia anticipa il suo sì, premurandosi soprattutto di ricordare che è stato Silvio Berlusconi ad avanzare per primo un progetto in questi termini, il senatore di Fdi, Giovanbattista Fazzolari, (responsabile nazionale del programma di Fratelli d’Italia), prova a fare chiarezza e, soprattutto ordine. Una precisazione politica e cronologica in base alla quale l’esponente di Fdi sottolinea tempistiche ed eventuali applicazioni della possibile manovra. Cominciando con il puntualizzare doverosamente che una proposta del genere –scrive su Twitter Fazzolari – è arrivata da «Giorgia Meloni a dicembre ad Atreju, anche in virtù del fatto che i Repubblicani Usa fanno parte del movimento Conservatore insieme a Fratelli d’Italia. Evidentemente l’idea è piaciuta».

Le reazioni alla proposta di Matteo Salvini di una federazione di centrodestra

E non solo ai conservatori d’Europa a quanto pare. Così, dall’approvazione si è passati alla clonazione, e alla rivendicazione. Con tanto di recriminazioni e polemiche che dalla Lega arrivano nel cuore del vecchio continente. Dove, fra i tanti a commentare la proposta salviniana di un “partito Repubblicano” sul prototipo di quello Usa, è intervenuto in queste ore anche Paolo Alli, presidente di Alternativa Popolare: un piccolo partito che fa parte a tutti gli effetti del Ppe, dal 2014, con un delegato nell’assemblea della prima e più longeva forza politica dell’Ue. Alli infatti, recepito l’exploit salviniano, ha prontamente rilevato: «La Lega vive tra Italia ed Europa una situazione “anomala” e anche un po’ “schizofrenica”. Con uno schema esattamente invertito: in Italia sta al governo e dialoga con le forze centriste».

Alli (Ap): «Lega schizofrenica, in Italia punta ai centristi. In Europa sta coi neonazisti tedeschi»

«Mentre a Bruxelles – prosegue il presidente di Alternativa Popolare – sta dall’altra parte, a capo del gruppo della Le Pen: Identità e Democrazia». Al punto che il Ppe – incalza Alli dal fronte della numerosa famiglia politica europeista – dialoga più agevolmente con Giorgia Meloni e con i Conservatori: il gruppo Ecr. Pertanto, aggiunge in conclusione, «spero che gli eventi degli ultimi giorni inneschino una riflessione critica all’interno della Lega che porti a sciogliere questi nodi. La Lega deve decidere: se in Italia rappresenta il mondo dei moderati, lo deve fare anche in Europa». Sentenziando infine: «Il Carroccio non può collocarsi con i neonazisti tedeschi e con Marine Le Pen, anche se ultimamente è diventata più centrista dei centristi»...

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