Covid, il bollettino quotidiano non si tocca. Il Cts dice no al report settimanale e fredda i governatori

14 Gen 2022 16:47 - di Sara De Vico

Il bollettino quotidiano con il conteggio dei positivi, morti, guariti, ricoverati non si tocca. L’ipotesi di sostituirlo con un report settimanale, come proposto da Matteo Bassetti (“mette troppa ansia e non serve”) e dal viceministro Costa, non piace al Cts. Che frena anche sulle proposte delle Regioni. 

Il bollettino quotidiano “ci viene richiesto dai trattati internazionali e dall’Oms”, ha detto in mattinata Walter Ricciardi, consigliere del ministro Speranza. “Noi dobbiamo per i nostri adempimenti internazionali dare ogni giorno il numero. E comunicare a tutto il mondo e a tutte le organizzazioni internazionali questo numero”.

Il Cts frena: il bollettino resta quotidiano

Anche i criteri del conteggio devono restare invariati. È l’orientamento dei tecnici di fronte al pressing dei governatori per rivedere il meccanismo del computo dei contagiati. Secondo fonti del Comitato tecnico scientifico, infatti,  al tavolo di oggi si è ribadita la necessità di continuare a conteggiare anche gli asintomatici che entrano in ospedale per altri motivi. Ma che risultano positivi al virus per monitorare l’andamento della pandemia e identificare le varianti.

Il pressing delle Regione per modificare i criteri

Le Regioni, invece, avevano chiesto di modificare il bollettino che registra i positivi. Con la proposta di considerare come “caso” Covid, ma non tra i ricoveri dell’area medica covid, i pazienti ricoverati per altre patologie che risultino positivi ma asintomatici. La richiesta è esplicita. Luca Zaia, intervistato dal Corriere, chiede al Cts la possibilità di introdurre in Italia la classificazione dell’Ecdc, punto di riferimento europeo.

Zaia: gli asintomatici non vanno considerati

“Oggi perché un soggetto sia classificato come caso Covid è sufficiente che risulti positivo ad un tampone. L’Ecdc invece prevede due condizioni. Avere una malattia respiratoria o una sindrome influenzale e, sottolineo e, essere positivo ad un tampone. Si ha un caso Covid – dice il governatore del Veneto – solo se ci sono entrambe le condizioni. Ciò significa che non dobbiamo più considerare gli asintomatici e concentrarci su chi sta davvero male”.

La levata di scudi dei medici: no al maquillage

L’eventuale modifica dei criteri sul conteggio dei ricoverati positivi al Covid non piace ai medici. “I numeri dei contagiati, il trend dei positivi ricoverati in area medica e nelle intensive, comunque li si conteggi sovraccaricano gli ospedali e portano allo stremo i professionisti. I medici si sentono soli”. Così il presidente della Federazione degli Ordini dei medici, Filippo Anelli. Che mette in guardia il ministro Speranza. “Valuti attentamente e con la giusta prudenza le richieste delle Regioni. Chiediamo misure di controllo dell’epidemia, non operazioni di maquillage. Che camuffino la tragicità e la portata della pandemia“.

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