Covid, FlixBus taglia corse del 30% e avverte il Governo: «Senza ristori, altre riduzioni»

mercoledì 12 Gennaio 12:43 - di Redazione
FlixBus

FlixBus torna a richiamare l’attenzione del Governo sull’urgenza di ristori adeguati per il settore dei viaggi in autobus. Bisogna attutire l’impatto della crisi sanitaria sulle aziende del comparto. L’obiettivo è scoraggiare una drastica riduzione dei servizi e dell’attività di impresa nei prossimi mesi. L’aggravarsi della situazione pandemica ha portato al calo delle prenotazioni. Perciò FlixBus ha dovuto tagliare del 30% l’offerta in Italia, già sensibilmente ridotta rispetto ai livelli pre-Covid. Questo, anche su rotte cruciali per il network, come Firenze-Bari, Bologna-Pescara o Roma-Ancona.

L’allarme di FlixBus: già cancellati molti collegamenti

Senza sostegni immediati la società rischia di dover ridurre ulteriormente i collegamenti attivi sull’intero territorio nazionale. «Anche se con grande rammarico, abbiamo dovuto cancellare molti collegamenti. È una scelta radicale. Ma non abbiamo alternative: la domanda è ai minimi storici. Come azienda privata che non può contare su fondi pubblici, non siamo nelle condizioni di garantire la piena operatività e una sostenibilità economica allo stesso tempo. Senza provvedimenti tempestivi, saremo costretti a nuove riduzioni, e così le altre imprese del comparto». Lo ha detto Andrea Incondi, Md di FlixBus Italia.

«Il Governo deve agire»

«Da tempo chiediamo aiuto allo Stato. Siamo ancora in attesa che i fondi disposti per il 2020, comunque insufficienti, siano erogati. È cruciale che il Governo agisca con ogni mezzo. Bisogna prorogare la cassa integrazione straordinaria Covid e intervenire sul leasing. Inoltre occorre erogare ristori adeguati per il settore. Il dl Sostegni al varo nei prossimi giorni può rispondere a questo scopo».

FlixBus, capienza limitata dalle misure anti-Covid

La contrazione della domanda scatenata dalla quarta ondata si somma al rincaro delle materie prime, come il carburante. Poi, dall’anno scorso, i bus a medio e lungo raggio continuano a scontare una capienza limitata, fattispecie che pone l’Italia come unico esempio in Europa. Vi è inoltre il rischio legato all’isolamento di chi vive in località minori collegate solo in autobus.

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