La beffa di Draghi. Da “sostegno” a “sostegni”: cambia il nome del decreto ma i soldi restano pochi

sabato 6 Marzo 8:28 - di Lucio Meo

Draghi cambia anche i nomi ai decreti, li migliora, gli rifà il look. E li fa apparire più belli di quelli che sono modificando i singolari al plurale. Una svolta che emerge dall’ex decreto Ristori, che sta prendendo corpo in queste ore con misure forse anche meno efficaci delle ipotesi del precedente governo, ma dal nome più rassicurante…

Dal decreto “Sostegno” al decreto “Sostegni”

Sospesi fino al 30 aprile i termini dei versamenti per le entrate tributarie e non tributarie derivanti da cartelle di pagamento emesse dagli agenti della riscossione e da avvisi. E’ questa la principale novità del Dl Sostegno, anzi “Sostegni”: la verà e forse unica novità, in assenza di misure davvero energiche per ristorare cittadini e imprese, è il cambio di nome al decreto che il governo si appresta a varare. Secondo la bozza, il dl ‘Ex Ristori 5’ cambia ancora una volta nome: si passa infatti da decreto “Sostegno” a decreto “Sostegni”, forse per indicare la volontà di aiutare tutte le attività colpite dalle limitazioni della nuova ondata del Covid. Sembra uno scherzo, una presa in giro, invece è quanto Palazzo Chigi fa trapelare nelle indiscrezioni. Non più ristori, non più sostegno ma sostegni, al plurale, e il gioco è fatto. I soldi, però restano quelli del governo Conte.
I soldi di Draghi però sono gli stessi: la percentuale di fatturato perso che verrà versata sui conti correnti sarà identica a quella prevista dai “vecchi” decreti Ristori e contributi a fondo perduto non saranno parametrati alla perdita dell’intero 2020, come era in cantiere nel precedente governo, ma valuteranno solo l’andamento di gennaio e febbraio 2021 rispetto allo stesso bimestre del 2019.

Nel decreto sostegni anche misure su vaccini e farmaci

Ventisei articoli e cinque titoli in totale: è questo il numero delle norme e dei capitoli contenuti in una bozza del Dl Sostegni che l’Adnkronos ha potuto visionare. I titoli riguardano i cinque ambiti di intervento: sostegno a imprese ed economia, lavoro, salute e sicurezza, enti territoriali e altre disposizioni urgenti. Due miliardi e 100 milioni per i vaccini e l’acquisto di farmaci per la cura del Covid-19. E’ questa la cifra stanziata dal Dl Sostegno, prevista al titolo tre del provvedimento che reca misure in materia di sanità ed sicurezza. Dei 2,1 miliardi, si legge nel testo della bozza, 1,4 miliardi sono da destinare ai vaccini e 700 milioni per l’acquisto dei farmaci per la cura dei pazienti con Covid-19. Il decreto prevede anche poco più di 388 milioni di euro destinati a finanziare la rete logistica per l’attuazione del piano vaccini, 345 mln per il coinvolgimento dei medici di famiglia nella campagna e 51,6 mln per i Covid Hospital, per un totale di circa 3 mld di euro da destinare alla sanità.

I ristori di Draghi che aveva già stanziato Conte

L’ammontare dei nuovi ristori non potrà superare i 150mila né avere un importo inferiore ai mille euro per le persone fisiche e a 2.000 euro per i soggetti diversi dalle persone fisiche, prevede la bozza visionata dall’Adnkronos. A scelta del contribuente, il contributo può essere erogato come contributo diretto, oppure riconosciuto sotto forma di credito d’imposta utilizzabile in compensazione tramite modello F24. Il contributo spettante – si legge nella relazione illustrativa – è stato calcolato applicando le percentuali previste per la relativa fascia di ricavi e compensi alla differenza stimata tra l’ammontare del fatturato e dei corrispettivi dei bimestri gennaio/febbraio degli anni 2021 e 2019. E poi contributo a fondo perduto a favore di attività e partite Iva con ricavi e compensi non superiori a 5 milioni di euro nel 2019 e il fatturato di gennaio e febbraio 2021 sia inferiore ai due/terzi dell’ammontare del fatturato e dei corrispettivi degli stessi mesi del 2019.

L’ammontare del contributo è differenziato in base alla differenza percentuale tra il fatturato e i corrispettivi dei mesi di gennaio e febbraio 2021 e 2019: 20% per i soggetti con ricavi o compensi non superiori a 400mila euro nel periodo d’imposta 2019; 15% per i soggetti con ricavi o compensi a 400mila euro e fino a 1 milione di euro; 10% per i soggetti con ricavi o compensi superiori a 1 milione.

Le misure di Draghi a favore degli enti locali

In arrivo, nel decreto Draghi, fondi aggiuntivi per enti locali e per il trasporto pubblico locale. Secondo quanto emerge dalla bozza del Dl Sostegno, sono previsti 1 miliardo per gli enti locali e 600 milioni destinati alle autonomie speciali. Risorse anche per sostenere il trasporto pubblico locale e regionale per 800 milioni. Inoltre, una dotazione di 250 milioni di euro per l’anno 2021, per il ristoro parziale dei comuni a fronte delle minori entrate derivanti dalla mancata riscossione dell’imposta di soggiorno o del contributo di sbarco.

Le cartelle esattoriali sospese

Le scadenze per i versamenti legati alle cartelle esattoriali sono sospesi fino al 30 aprile ma dal 1 marzo riparte la macchina della riscossione con la notifica dei nuovi atti. Le scadenze sospese andranno saldate “entro il sessantesimo giorno” dal termine della sospensione. Lo prevede la bozza del decreto del governo Draghi che modifica anche le scadenze per le rate della rottamazione e del saldo e stralcio. Si ragione a un condono generalizzato o a una mezza sanatoria.

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