Bonometti: “Berlusconi al Quirinale è il nome giusto”: dagli imprenditori lombardi primi sostegni al Cav

mercoledì 12 Gennaio 18:26 - di Lucio Meo

Prime manifestazioni di sostegno degli industriali all’ipotesi di una elezione del Cavaliere al Quirinale, con Marco Bonometti, ex presidente di Confindustria lombarda, in prima fila nel sostegno a Berlusconi. “Penso che la scelta del presidente della Repubblica andrebbe fatta su basi meritocratiche: capacità, competenze, autorevolezza, leadership internazionale. Deve essere una vera guida per il Paese, soprattutto in questo momento in cui l’Italia, dopo l’era Merkel, può recitare un ruolo importante”, dice il presidente e amministratore delegato di Officine Meccaniche Rezzatesi (Omr), azienda di riferimento nel settore della componentistica, che va dritto al punto: “Con le regole di oggi – dice all’Adnkronos – la scelta la devono fare i partiti, io non mi esprimo ma raccomando che non sia una scelta fatta solo per logiche partitiche di partizione delle poltrone. Non vorrei che si verificasse una scelta secondo il manuale Cencelli. Come cittadino, e soprattutto come industriale, non ho preclusioni per nessuno. L’importante è che abbia le caratteristiche che dicevo”.

Bonometti e la candidatura di Berlusconi

Silvio Berlusconi potrebbe farcela? “E’ uno dei nomi che si fanno – osserva Bonometti -. L’importante è che quando uno diventa presidente della Repubblica sia all’altezza della situazione. Io eviterei che per opportunismo i partiti scelgano delle mezze calzette. Berlusconi potrebbe rispondere ai requisiti che dicevo“.
Bonometti non esclude il profilo di una donna al Colle. “Io non faccio distinzioni – rimarca – se c’è una donna capace, ben venga. Ci sono parecchie donne competenti, che hanno vissuto la vita d’azienda, che hanno avuto esperienze politiche e internazionali, quindi ben venga se ci sono le capacità e le competenze”. Però, avverte, “non vorrei che fosse un presidente scelto per una questione di parità di genere, perché partirebbe con il piede sbagliato”.

Al Quirinale un nome che garantisca le riforme

Il prossimo presidente, secondo l’ex numero uno di Confindustria Lombardia, “deve soprattutto essere capace di incitare e realizzare le riforme di cui si parla tanto ma delle quali non si è fatto niente”. E conclude: “Spero che il nuovo inquilino del Quirinale intraprenda anche la riforma del presidenzialismo. Sarebbe opportuno che il presidente fosse espressione dei cittadini, superando le regole attuali, e mettendo l’Italia nelle condizioni di essere governata con continuità e determinazione, senza continuamente essere sotto lo scacco di partiti e umori politici”.

 

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