Attivissimo Draghi, “telefonista” come Sgarbi: cerca Berlusconi (invano) poi prova con Casini

mercoledì 26 Gennaio 10:58 - di Leo Malaspina
Sulla "Stampa" di oggi si racconta di un premier Mario Draghi per nulla disposto a lasciarsi "manovrare", ma anche attivo con Berlusconi

Attivissimo Draghi, attaccato al telefono come un qualsiasi Vittorio Sgarbi per Berlusconi, secondo le ricostruzioni di questa mattina sui giornali, per verificare come uscire dall’imbuto politico nel quale si è cacciato, prima ventilando la sua disponibilità per il Quirinale, poi bloccando qualsiasi discussione su un Draghi-bis più politico. Sulla “Stampa” di oggi si racconta di un premier Mario Draghi per nulla disposto a lasciarsi “manovrare” o “interdire” dai veti, nonostante ormai sia chiaro che l’asse Lega-M5S, per non andare a votare, s’è messa di traverso rispetto alla sua salita al Colle, sulla quale egli stesso avrebbe scommesso…

Draghi chiama Berlusconi e Casini

Di Silvio Berlusconi, ricoverato per accertamenti al San Raffaele, in queste ore si sa poco. Qualcuno parla di un’infezione che il Cavaliere si starebbe curando, altri solo di riposo, c’è chi dice che Silvio sia irritato, chi invece sostiene che si stia godendo lo “spettacolo” dopo il passo indietro. Quello che è certo è che Berlusconi pesa ancora tanto nella partita del Quirinale ed è intenzionato ancora a “pesare”, come dimostrano i tentativi, spesso infruttuosi, di raggiungerlo al telefono da parte dei protagonisti della partita del Colle. Tra questi, ci sarebbe anche Mario Draghi, secondo il retroscena della Stampa. “Da Palazzo Chigi avrebbero provato a telefonargli in ospedale, ma senza successo. Al momento ci sarebbero solo contatti tra i collaboratori, anche per sondare cosa ci sia davvero dietro la durezza dello sbarramento azzurro alla candidatura del premier”, scrive Ilario Lombardo a proposito delle mosse di Draghi. “A questo punto, a Draghi sembra chiaro che solo un patto tra Pd e Lega potrà riaprire una trattativa sul governo, la vera posta in palio che sta dietro le tante manovre che complicano la partita del Colle. I margini si stanno stringendo…”.

Il tentativo di spiegarsi con Casini

Ma c’è di più. Nelle ore in cui Draghi chiamava Berlusconi, prendeva corpo la candidatura di Pierferdinando Casini: il premier pare si sia sentito in dovere di far sapere al “papabile” per il Colle che lui non aveva espresso alcun veto. Lo riferisce sempre la Stampa. “È la candidatura che più impensierisce gli uomini attorno a Draghi. Tra i due ci sarebbe anche stata una telefonata, non confermata. Il premier avrebbe chiamato Casini dopo le insistenti voci che attribuiscono al capo del governo l’intenzione di lasciare Palazzo Chigi nel caso in cui l’ex presidente della Camera fosse eletto a sorpresa per il Quirinale. ‘Umiliante che si dica una cosa del genere’, è come Draghi avrebbe liquidato questa ipotesi, al telefono con l’ex Udc. Di certo c’è che proprio ieri Casini ha pubblicato un post eloquente, con una foto che lo ritrae giovanissimo e la rivendicazione della politica come «passione di una vita”.
Intanto, però, l’ipotesi Casini era tramontata, come dimostrano la parole di Andrea Delmastro, parlamentare di Fratelli d’Italia, ad Agorà Rai Tre.  “Per noi, per quanto mi riguarda, Casini non è mai stato in partita anche perché avrebbe rappresentato sotto certi aspetti, legando la sua candidatura anche al proporzionale, anche al centrismo, un agghiacciante ritorno al passato”. Attivissimo Draghi deve ricominciare daccapo…

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