Vaccino pediatrico, Bassetti: «Se avessi un figlio tra i 5 e gli 11 anni lo farei. Anche i piccoli sono a rischio»

mercoledì 1 Dicembre 10:22 - di Redazione

“Io mi sento di dire che il vaccino” anti-Covid “tra i 5 e gli 11 anni è sicuramente un’opportunità”. Parola di Matteo Bassetti, primario di malattie infettive all’ospedale San Martino di Genova.”  Uno su 7 dei bambini può avere il Long Covid, quindi il rischio non è zero, anche se non è uguale a quello degli adulti”, sottolinea  dai microfoni di Radio Cusano Campus. “Le scuole potrebbero diventare più sicure se i bambini fossero vaccinati. E infine questi vaccini potrebbero contribuire all’immunità di gregge che si può raggiungere solo con tutte le fasce di popolazione vaccinate”. Il tema delle vaccinazioni pediatriche al centro del dibattito di questi giorni mentre si attende il parere della Commissione tecnico scientifica dell’Ama. In seguito al via libera arrivato la scorsa settimana dall’Agenzia europea del farmaco Ema.

Bassetti: se avessi un figlio tra i 5 e gli 11 anni, lo vaccinerei

“I genitori, in accordo con i pediatri, decideranno se vaccinare o meno i loro figli. Io, se avessi un figlio tra i 5 e gli 11 anni, non avrei alcun dubbio a vaccinarlo”, assicura Bassetti. Che polemizza con chi mette in dubbio a fasi alterne le commissioni regolatrici. “Non mi piace che ci siano due pesi e due misure, quando sento dire che tutti gli altri vaccini vanno bene e questo no. È un concetto sbagliato dal punto di vista medico-scientifico”, avverte l’infettivologo.  O si è per i vaccini sempre o non lo si è mai”. E ancora contro le derive no vax. “Chi oggi denigra i vaccini anti-Covid dovrebbe prospettare delle soluzioni alternative. Se ci fosse un’alternativa potremmo anche pensarci, ma non esiste ad oggi. Ci sono le terapie, ma sono complementari, non sostitutive dei vaccini. Senza vaccini non ne usciremo mai”.

Palù: Sì al vaccino anche i bimbi sono a rischio

Nettamente favorevole al vaccino per i bimbi dai 5 agli 11 anni, Giorgio Palù, presidente dell’Agenzia italiana del farmaco. Che ha evidenziato il rischio che corrono anche i più piccoli. “Il covid sta diventando una malattia pediatrica, basti pensare che negli Stati Uniti l’incidenza è passata dal 3 al 30 per cento. Tendenza confermata anche nei dati dell’Iss. “La fascia di età dai 5 a 11 anni è quella che presenta i casi incidenti più frequenti. Non solo, ma c’è il rischio per un bambino su 100 che contrae l’infezione di essere ospedalizzato”.

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