Ultimo attacca i virologi cantanti: «Pagliacci, tornate negli ospedali a fare il vostro lavoro» (video)

mercoledì 22 Dicembre 20:52 - di Guido Liberati
Ultimo virologi

Il cantante Ultimo usa parole durissime contro Andrea Crisanti, Matteo Bassetti e Fabrizio Pregliasco che cantano “Sì, sì vax” sulle note di Jingle Bells. “Lasciate che a cantare e a tornare sul palco siano i cantanti e tutti quelli che lavorano con noi. Sono due anni che molti di noi non possono fare il loro mestiere”, scrive su Instagram l’artista romano riferendosi all’inno dei tre virologi intonato durante Un giorno da pecora di Rai Radio 1. “Tornate negli ospedali a fare il vostro lavoro. Smettetela di andare in tv a fare i pagliacci e le star”, aggiunge nel post.

Da Ultimo a Salvini, un crescendo di proteste contro i virologi cantanti

«Vedere dei virologi che in televisione cantano una canzoncina abbinando il vaccino al Natale, è surreale». Lo ha detto il segretario della Lega, Matteo Salvini, in una dichiarazione fuori dal Senato commentando l’esibizione televisiva con il coro pro vax dei virologi Andrea Crisanti, Matteo Bassetti e Fabrizio Pregliasco.

“Sono due giorni che mi massacrano sui social per la canzoncina ‘Sì sì vax’, me ne stanno dicendo di tutti i colori mentre la mia intenzione era solo quella di dare l’immagine di essere una persona come tutti, che ha voglia anche di scherzare, e comunque dare un messaggio positivo che non toglie niente al fatto di fare ricerca, lavorare e fare comunicazione come è giusto che sia”, si sfoga Pregliasco.

“E’ ovvio che quando ci si espone o lo fai o non lo fai, le critiche ci stanno, me ne rendo conto – dice il virologo – Però pensare che questo è stato fatto per essere una star, mi sembra un pochino esagerato”. Qualche presa di distanza però c’è stata anche da qualche collega, invidia? “Io non l’ho detto – risponde Pregliasco – non l’ho detto, non l’ho detto – ripete ridendo – e non voglio che si dica”. Non tutti però hanno criticato. “Molti amici mi hanno scritto ridendo, cogliendo quella che era la filosofia di questa iniziativa – racconta il docente della Statale di Milano – e prendendomi in giro perché sono stonato, ma questo lo sapevo”.

 

 

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