Scossone in casa 5Stelle, il Senato reintegra i 6 parlamentari “no Draghi” espulsi da Crimi

mercoledì 22 Dicembre 19:06 - di Sara De Vito

Scossone in casa 5Stelle. La commissione contenziosa del Senato ha dichiarato nulla l’espulsione dal movimento di Barbara Lezzi, Elio Lannutti, Rosa Silvana Abbate, Luisa Angrisani, Margherita Corrado e Fabio di Micco. Accogliendo così il ricorso dei sei senatori grillini messi alla porta dall’allora reggente Crimi. Colpevoli di non aver votato la fiducia a Draghi. Circostanza che Elio Lannutti si dice pronto a ripetere.

Senato, reintegrati i 6 5Stelle espulsi

“Io ho subito una ingiustizia”, dice il senatore che non si è allineato. “Questa ingiustizia è stata in parte riparata dall’organismo interno del Senato”, dice aspettando l’esito del ricorso anche in sede civile. “Abbiamo certo subito dei danni, vedremo che dice il Tribunale”, dice parlando a nome di tutti. Nelle prossime ore si dovrà procedere al reintegro. Soddisfatto ma non in vena di champagne. “Per me oggi è una giornata triste”, dice Lannutti.

Lannutti: chi ha sbagliato chieda scusa

“Non festeggio quelli che hanno massacrato il M5S. Che si assunsero la decisione di espellerci dal movimento. Certamente continuerò a non votare la fiducia al governo Draghi”.  Incontro con la capogruppo Castellone? “Vedremo, la notizia è appena arrivata. È è un precedente importante. Credo non sia mai accaduto. Ma non era neanche accaduto che per il dissenso manifestato contro un governo, in aperta lesione del programma, si espellessero dei parlamentari. Oggi è una riparazione. Chi si è macchiato di questa colpa credo che dovrà fare ammenda“.

Crimi: non mi pento. Lo rifarei

La ferita ancora sanguina. Le clamorose espulsioni dei no Draghi (in tutti 31 tra Camera e Senato)  hanno procurato un vero terremoto.  tanto che Grillo in più occasioni ha aperto all’ipotesi di reintegro all’insegna della pax interna. Di parere opposto, l’ex capo politico dei 5Stelle che non è affatto pentito dell’espulsione dei 6 ex reintegrati. “Attendiamo le motivazioni. Ma da quel che mi risulta sono solamente procedurali. E non hanno alcuna attinenza né col merito né con la legittimità della decisione”.  Poi ricorda le condizioni poste ai ribelli espulsi.  Se avessero deciso di conformarsi alla decisioni dell’assemblea degli iscritti di votare il sostegno al governo Draghi, dice Crimi, “saremmo stati felici di accoglierli, ma nessun cambiamento di posizione in tal senso c’è stato”. Cacciati come in un partito caserma? Certo che sì. “Ritengo davvero assurdo politicamente, oltre che impraticabile per come è organizzato il Senato, che possano coesistere maggioranza e opposizione (non occasionale ma stabile) nello stesso gruppo parlamentare, viste le dichiarazioni appena rilasciate da Lezzi che continuerà a non votare la fiducia al governo Draghi“.

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