Quirinale, Sgarbi ribalta pronostici e retroscena: Berlusconi può farcela. Con lui al Colle si va subito al voto

martedì 28 Dicembre 17:46 - di Lara Rastellino
Sgarbi Quirinale

Falchi, colombe, pronostici e retroscena: il “Toto Quirinale” prosegue senza sosta a tenere banco anche in questo periodo di festività. Anzi, in questo Natale di pandemia e nuove restrizioni. Alleanze arcobaleno e rumors elettorali presidenziali, forse è l’intrattenimento più in voga rispetto ai canoni classici di Mercante in fiera e tombola. Comunque, sicuramente il più gettonato dai media. Così, dopo l’azzardo di Bossi che sulla corsa al Colle ha rilanciato al buio con la previsione secondo cui, «tra Draghi e Berlusconi a spuntarla sarà Casini», oggi a sfoderare l’asso dalla sua manica è Vittorio Sgarbi che, pur non rinnegando le insidie e i bluff possibili nel corso della votazione di gennaio, ribalta le carte sul tavolo delle ipotesi e delle possibilità

Quirinale, Sgarbi in controtendenza: «Con Berlusconi al Colle si va al voto nel 2022»

Ma l’elezione del prossimo capo di Stato non è certo una partita di poker: per questo, argomentando la sua previsione sul calcolo politico più che sull’azzardo delle mosse elettorali, il deputato e critico d’arte dichiara netto all’Adnkronos: «In controtendenza rispetto ai retroscena, dico che con Silvio Capo di Stato si andrà alle urne nel 2022». Un assunto con il quale, vinte le perplessità enunciate nei giorni scorsi, Sgarbi spiega la sua convinzione entrando nel merito delle sue ultime conclusioni: «Berlusconi è convinto di fare il presidente della Repubblica, altro che… E io gli auguro che vada tutto bene…», esordisce ottimisticamente il critico.

«Ho sentito un Berlusconi determinato a giocarsi tutte le sue carte per il “dopo Mattarella”»

Del resto, l’Adnkronos fa sapere che Vittorio Sgarbi ha parlato al telefono con Silvio Berlusconi per gli auguri di Natale. E che in quell’occasione l’ex azzurro, ora deputato nel Gruppo Misto, ha sentito un Cav determinato a giocarsi tutte le sue carte per il “dopo Mattarella”. Tanto da augurarsi e sperare per lui, che l’ex premier possa spuntarla nonostante le tante insidie e variabili racchiuse nel segreto delle urne. E così, anticonformista per natura e spirito di contraddizione per vocazione, Sgarbi sul Quirinale va in controtendenza rispetto agli ultimi retroscena stampa. Quelli, per esempio, secondo i quali il trasloco al Colle del leader di Forza Italia potrebbe essere una «garanzia» per finire la legislatura alla sua scadenza naturale.

Quirinale, Sgarbi: ecco perché Berlusconi al Colle sarebbe «la soluzione giusta»

Facendo dunque tirare un sospiro di sollievo a tutti quei parlamentari preoccupati dalla mancata ricandidatura. O angosciati dall’eventualità di perdere lo “scranno” in anticipo, Sgarbi irrompe sulla scena e dichiara: «Io penso tutto il contrario di quello che scrivono – ribadisce allora nella sua conversazione con l’Adnkronos il critico d’arte –. Se Berlusconi diventa presidente della Repubblica, si fa probabile il voto anticipato: nel 2022. Con Silvio al Quirinale – insiste – si va subito alle urne. Ed è quindi la soluzione giusta»…

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