Quirinale, Letta si prepara per Atreju: «Spero in una maggioranza larga, anche con la Meloni»

giovedì 9 Dicembre 13:06 - di Eugenio Battisti

Il Pd abbandona la trincea? Per l’elezione del capo dello Stato “io sono per una maggioranza larga, se si riuscisse a comprendere anche l’opposizione sarebbe positivo”. Parola di Enrico Letta, in una inedita versione dialogante e aperta al confronto. Almeno per la delicata partita del Quinale sulla quale il Nazareno non ha molte carte da giocare.

Letta apre a FdI prima di Atreju

Maggioranza larga anche con Giorgia Meloni, dunque. Il leader del Pd distilla con grande aplomb le parole rivolte all’avversario. Noblesse oblige, visto che si prepara a varcare nel pomeriggio l’ingresso di Atreju, il Natale dei conservatori in corso a Roma. Sarà lui l’ospite d’onore della quarta giornata della kermesse di Fratelli d’Italia.

“Per il Colle spero in una maggioranza larga con la Meloni”

“No, non ci siamo parlato con la Meloni” chiarisce Letta.  Nessun patto segreto. “Ho accettato di partecipare a un evento che organizza il suo partito, ma non abbiamo parlato di altro”. Per ora è solo una moral suasion. “In una situazione eccezionale – spiega Letta – è bene che il o la presidente della Repubblica venga eletto da una larga maggioranza. Sarebbe contraddittorio se venisse eletto con una maggioranza stretta”.

Le elezioni si faranno nel 2023

Non fa nomi papabili alla successione di Mattarella, ma ribadisce il mantra del Pd. No alle elezioni anticipate, che vanno scongiurate a ogni costo.  “Sarebbe sbagliato se l’anno prossimo fosse un anno con una crisi politica- Significa sei mesi di blocco, non ce lo possiamo permettere. Le elezioni sono già previste nella primavera del 2023.”

“Non mi aspettavo lo sciopero dei sindacati”

Spiazzato anche lui dallo sciopero nazionale indetto dai sindacati. “Non me l’aspettavo”, dice difendendo l’impianto della manovra. “Rispetto l’autonomia sindacale, non voglio mettere becco sulle scelte di Cgil e Uil e sull’altra della Cisl, sono strategie diverse e ognuno ha fatto la sua.  Se uno sforzo voglio fare come leader del Pd è lavorare per aiutare la ricomposizione sindacale”. Parole diplomatiche che nascondono grossi problemi. “Ritengo che la legge di Bilancio sua positiva per il Paese. Interviene su temi sensibili, dà grandi risposte e segnali di rilancio al Paese, dà risposte. Va dato atto al governo Draghi di aver presentato una legge con prospettive positive”.

Quando al rompicapo delle legge elettorale, Letta preferisce non bruciarsi con fughe in avanti. “Questa legge elettorale ha fatto molti danni al sistema politico. Che è molto frammentato. Dopo l’elezione del capo dello Stato dovremmo aprire una riflessione su come fare le riforme necessarie. Dico dopo perché adesso il centrodestra è bloccato intorno alla candidatura di Berlusconi al Quirinale e non mi sembra disponibile a fare ragionamenti sulle riforme“.

 

 

 

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