Il “suicidio” di Letta, Sorgi: “Per lui il peggio deve ancora venire. Si sta giocando il collegio di Gualtieri”

martedì 7 Dicembre 20:05 - di Alberto Consoli
Letta

Enrico Letta e le suppletive a Roma: un capolavoro al contrario, l’eterogenesi dei fini quello confezionato dal segretario dem. Il flop dell’offerta della candidatura a Giuseppe Conte per entrare alla Camera al posto di Roberto Gualtieri , ha l’effetto di un’onda lunga disastrosa per lui e il Pd. A fare il punto della situazione è Marcello Sorgi, nel suo Taccuino su La Stampa. Letta ha sbagliato tutto: Pd, centrosinistra e giallorossi rischiano “di giocarsi il collegio in cui l’attuale sindaco di Roma Gualtieri – oggi doverosamente dimissionario da deputato – era stato eletto nel 2020 con il 62% dei voti“. L’editorialista della Stampa parla di un  capolavoro al contrario. “Ci vuole una particolare abilità a disperdere un tale patrimonio elettorale, specie nella città in cui il Pd ha trionfato appena due mesi fa, sconfiggendo la Raggi e, con Michetti, un centrodestra che partiva favorito”.

Suppletive, il peggio per Letta è già iniziato

Letta avrebbe spaccato il fronte della sinistra: prima con la candidatura poi rifiutata di Conte. Quindi  la reazione di Carlo Calenda, con una contro-candidatura con il solo obiettivo, dichiarato, di far naufragare l’asse Pd-M5s. Dunque, il passo indietro del leader del M5S che ha avuto un effetto deflagrante su di lui e su quel che rimane dell’asse giallorosso. Scrive Sorgi che a questo punto il centrodestra può sfregarsi le mani. Un centrodestra “desideroso di rivincite” in  quel collegio che i giallorossi potrebbero anche perdere. Ma più che sulla figuracciadi Conte, Sorgi dipinge un quadro di Letta tragicamente nei guai.

Il Pd più disunito che mai per la candidatura alle suppletive di Roma

Il  peggio per il segretario del Pd  sarebbe appena agli inizi. L’editorialista dipinge infatti gli scenari che si aprono per le candidatura alle suppletive. La prima, la candidatura nel collegio Roma I dell’ex segretaria della Cisl, Annamaria Furlan. In quel caso Matteo Renzi, forse anche con l’appoggio di Calenda, metterebbe in pista Bentivogli, ex segretario dei metalmeccanici dello stesso sindacato, uscito in polemica dalla sua organizzazione“, analizza Sorgi.

Sorgi a Letta: “Non c’è che dire, un capolavoro…”

Seconda ipotesi: Enrico Gasbarra, ex parlamentare ed ex presidente della provincia di Roma. Ma, secondo l’analista,  se Letta aprisse la strada a uno degli esponenti del partito in lizza tra loro “rischierebbe la reazione degli altri“. Siamo alle solite conclusioni per un Pd litigioso in cui Letta sarà trascinato, errore dopo errore: “Inoltre una tale serie di divisioni – tra Pd e 5 stelle, tra Pd e Renzi e Calenda – renderebbe più contendibile per il centrodestra un collegio uninominale; in cui, si sa, si vota in un unico turno e si può vincere per un solo voto in più. Non c’è che dire: un capolavoro. Salvini, Meloni e Tajani si fregano le mani. In cauda venenum….

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