Quirinale, FdI smentisce i retroscena: «Nessun colloquio riservato tra Meloni e Letta»

sabato 4 Dicembre 16:17 - di Valeria Gelsi
meloni letta

Nessun incontro riservato, nessuna trattativa, nessuna manovra sottobanco sul Quirinale. Fratelli d’Italia smentisce con decisione i retroscena secondo i quali tra Giorgia Meloni ed Enrico Letta sarebbero in corso contatti sulle strategie da tenere in vista dell’elezione del presidente della Repubblica, comparsi anche oggi sulla stampa e rilanciati strumentalmente da Clemente Mastella nel corso dell’assemblea costituente del suo nuovo partito.

FdI: nessun contatto riservato tra Meloni e Letta sul Colle

«È priva di fondamento la notizia di un incontro tra il presidente di Fratelli d’Italia, Giorgia Meloni, e il segretario del Pd, Enrico Letta, come riportato oggi da organi di stampa. Ed è priva di fondamento la notizia che il presidente di Fratelli d’Italia abbia mai parlato di Quirinale con il segretario Pd in via riservata», si legge in una nota di FdI. «Gli ultimi contatti tra i due risalgono a diverse settimane fa e riguardano l’invito di Meloni a Letta per “Atreju21”. Il segretario Pd – ricorda ancora la precisazione – sarà ospite della kermesse giovedì 9 dicembre a piazza risorgimento, Roma».

Meloni e Letta insieme da Vespa… ed è subito trame nascoste

I mormorii erano iniziati in occasione della partecipazione di Meloni e Letta alla presentazione del libro di Bruno Vespa, Perché Mussolini rovinò l’Italia del 18 novembre. In particolare, era stato Libero a scrivere di «quella strana sintonia sul “no” al Silvio Berlusconi”», compiendo una forzatura non da poco, visto che la leader di FdI ha sempre detto che se il Cav fosse candidato sarebbe la prima scelta, ma anche che – come ha ribadito ancora ieri – bisogna fare i conti con i numeri e il centrodestra deve prepararsi, insieme e compatto, a una eventuale opzione B per non rimanere escluso da una partita nella quale può «giocare un ruolo da protagonista».

Il retroscena sul Pd che vorrebbe la candidatura del Cav

Oggi la forzatura è ancora più forte. A proporla è un retroscena di Francesco Verderami sul Corriere della Sera, nel quale si parla di «strani giochi (da parte del Pd) sulla corsa al Quirinale». Qui i contatti tra Letta e Meloni non sarebbero più sul no, ma sul sì alla candidatura, da convertire al momento delle votazioni in no. Un garbuglio che sarebbe finalizzato per il Pd a bloccare la corsa di Draghi al Quirinale e per il centrodestra, con la partecipazione anche di Matteo Salvini, non si capisce bene a cosa.

L’occasione ghiotta di Clemente Mastella

Una cosa, però, è certa: alimentare l’idea di un centrodestra non solo diviso, ma in modalità “fratelli coltelli”, è un gioco che, come più e più volte sottolineato dalla stessa Meloni, giova solo alla sinistra. E ora anche a chi cerca di ritagliarsi un posto al sole, approfittando dell’ombra del Quirinale. Primo fra tutti Clemente Mastella, che oggi, mentre lanciava il suo appello per dare vita a una federazione di centro, avvertiva Berlusconi sul fatto che «deve stare attento».

Se il Quirinale diventa come quel gioco per bambini…

«Questi colloqui Meloni-Letta la dicono lunga, perché questi vogliono portare Draghi a tutti i costi, dopodiché si rischia di andare al voto», ha sostenuto Mastella, offrendo un’ulteriore, diversa versione di questo retroscena che appare sempre di più come un “telefono senza fili”, quel gioco in cui anche la più semplice e ovvia delle frasi parte in un modo e arriva completamente travisata alla fine. Un po’ come partecipare alla presentazione di un libro e ritrovarsi improvvisamente protagonisti delle più improbabili trame politiche.

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