Pechino 2022: gli Usa boicottano le Olimpiadi invernali. La reazione cinese: “Una farsa che avrà conseguenze”

7 Dic 2021 11:58 - di Laura Ferrari
Pechino 2022

La Cina alza i toni con gli Stati Uniti. La decisione dell’Amministrazione Biden di “non inviare una rappresentanza diplomatica o ufficiale” ai Giochi olimpici invernali di Pechino 2022 in programma per il prossimo febbraio, potrebbe, secondo la diplomazia cinese, provocare “danni” per il dialogo bilaterale e la cooperazione “in settori importanti”.

Il portavoce del ministero degli Esteri, Zhao Lijian, ha chiesto di “lasciare la politica fuori dal mondo dello sport”, ribadito la “forte opposizione” alla scelta degli Usa e l’intenzione già annunciata ieri di “adottare tutte le misure necessarie” con “determinazione”.

Pechino 2022: Biden entra in un clima da guerra fredda

L’Amministrazione Biden ha confermato ieri che non invierà rappresentanti ufficiali. Ci saranno solo gli atleti americani. “La decisione del governo degli Stati Uniti rispecchia la loro mentalità da Guerra fredda – si legge in dichiarazione diffusa nelle ultime ore dalla rappresentanza di Pechino alle Nazioni Unite e attribuita al portavoce della missione – Gli Usa vogliono politicizzare lo sport, creare divisioni e provocare scontri”. Si tratta per il gigante asiatico di un “approccio che non troverà sostegni” e che è “destinato al fallimento”, che “lascerà” gli Usa “sempre più isolati e che è in contrasto con i tempi”.

Pechino insiste su Giochi del 2022 “aperti a tutti gli atleti e gli ospiti” e sul fatto che saranno “un successo” perché questo “non dipende dalla partecipazione di una manciata di funzionari governativi di altri Paesi”.

Il presidente del Cio Bach contro la scelta di Biden

“Le Olimpiadi non possono risolvere problemi che generazioni di politici non hanno risolto”. Lo ha detto il presidente del Comitato olimpico internazionale, Thomas Bach in un’intervista esclusiva alla Dpa. Il Cio è stato criticato per non aver parlato e per aver eletto Pechino in primo luogo ad ospitare i Giochi: “la nostra responsabilità è gestire i Giochi in conformità con la Carta olimpica e il Contratto della città ospitante e riunire gli atleti di 206 squadre e la squadra di rifugiati del CIO sotto lo stesso tetto”, ha affermato Bach.

Bach sostiene che non ci saranno “nessuna discriminazione, libertà di stampa, internet aperto, libertà di espressione per gli atleti. Siamo in stretto contatto con il comitato organizzatore. Ma il Cio non ha il potere e i mezzi per cambiare i sistemi politici. La neutralità politica del Cio e dei Giochi si applica qui. Aspettarsi che i Giochi Olimpici possano cambiare radicalmente un Paese, il suo sistema politico o le sue leggi, è un’aspettativa completamente esagerata. Le Olimpiadi non possono risolvere problemi che generazioni di politici non hanno risolto”.

Bach ha anche affermato che il Cio sta ponendo una maggiore enfasi sui diritti umani in un processo di offerta rivisto, a partire dalla recente elezione di Brisbane per ospitare i Giochi del 2032. “Abbiamo cambiato radicalmente il processo di offerta per i Giochi Olimpici. Puoi vedere nella valutazione di Brisbane che i diritti umani e gli argomenti sociali hanno un ruolo speciale d’ora in poi”, ha detto il tedesco.

 

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