Migranti, le Ong preparano l’assalto di Natale all’Italia: oltre 650 in attesa sulle loro navi

23 Dic 2021 8:41 - di Viola Longo
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In quello che che ormai è il bollettino quotidiano degli sbarchi di migranti in Italia, nelle ultime 24 ore si contano 225 arrivi a Lampedusa. L’ultimo, il quinto, si è registrato intorno alle 3.30 di questa notte, quando una motovedetta della Guardia di Finanza ha portato al molo Favarolo 29 persone, provenienti da Somalia, Sudan, Guinea e Senegal e soccorse a circa 8 miglia dalla costa mentre si trovavano su un barchino lasciato alla deriva. In mare, però, ci sono almeno altri 662 migranti in attesa, che le Ong hanno imbarcato al largo della Libia e ora pretendono di sbarcare in Italia.

Le Ong imbarcano i migranti e si piazzano davanti all’Italia

Lo schema è sempre lo stesso: dopo il salvataggio, la pretesa di un porto sicuro, che immancabilmente finirà per essere italiano. «Non chiediamo nessun favore, nessun regalo di Natale. Ci aspettiamo che venga rispettata la legge applicabile: porto sicuro adesso!», ha twittato ieri la Ong tedesca Sea Eye, che con i suoi 216 naufraghi si è posizionata a 13 miglia da Porto Empedocle.

In centinaia attendono di sbarcare

Discorso simile per la Ocean Viking della Ong Sos Mediterranee, che di migranti a bordo ne ha 114. «Dopo aver affrontato terribili violenze in Libia e un pericoloso viaggio in mare, hanno bisogno di sbarcare senza ulteriori ritardi», hanno intimato i francesi di Sos Mediterranee, che nel frattempo hanno fatto rotta verso Gela, senza aver mai preso in considerazioni rotte verso la propria madre patria, come potrebbe essere quella su Marsiglia. E, ancora, c’è il carico di disperati della Geo Barents di Medici senza frontiere, che nella notte ha aggiunto altre 26 persone alle 237 che aveva già raccolto da tre diversi gommoni. «Sono esausti e molti di loro hanno lesioni alle gambe legate alla violenza che il nostro team medico sta curando», hanno spiegato da Msf.

Il confine tra salvataggio e staffetta con i trafficanti

A monte resta il problema di come le Ong salvino questi migranti, ovvero la mai risolta questione del loro ruolo come “taxi del mare”. Oggi è Fausto Biloslavo sul Giornale a rivelare che una fonte riservata della testata «fa presente che la nave di Medici senza frontiere, Geo Barents, “si è spinta fino 18 miglia dalla coste libiche”» e a ricordare che «i trafficanti di uomini controllano sui siti del traffico marittimo la posizione delle Ong e lanciano verso di loro i gommoni carichi di migranti. Poi il comandante dell’ammiraglia di Msf chiede a Roma “di sbarcare senza indugi i sopravvissuti”». Ancora la stessa fonte ha spiegato che «il fuoco di sbarramento delle Ong ha schierato ben 4 navi davanti alla Libia. Ovvio che i trafficanti lo sanno e ne approfittano».

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